Articolo 1.

E' costituita la Lega per l'Abolizione della caccia (L.A.C.), organizzazione non lucrativa di utilità sociale, con sede a Milano

 

Articolo 2.

La Lega persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, e più precisamente ha lo scopo di promuovere l'abolizione della caccia, la difesa della fauna, il riconoscimento dei diritti soggettivi di tutti gli animali e la conservazione e il ripristino dell'ambiente.

A tale scopo attua o favorisce tutte le iniziative giuridiche, politiche, culturali, educative, informative ed editoriali idonee.

La Lega non potrà svolgere attività al di fuori di quelle nei settori indicati al primo comma, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.

 

Articolo 3.

Possono aderire alla Lega persone di qualsiasi nazionalità che si impegnino ad operare per il conseguimento dei suoi scopi.

Non possono aderire alla Lega le persone la cui attività, anche indirettamente, possa essere causa di promozione della caccia.

La partecipazione alla vita associativa non è temporanea

Gli aderenti hanno l'obbligo di pagare ogni anno il contributo minimo stabilito dal consiglio direttivo, con le modalità e nei limiti di tempo stabiliti dal consiglio stesso.

Essi hanno il diritto di ricevere tutte le informazioni concernenti la caccia e l'attività della Lega di cui il presidente e il consiglio direttivo siano in possesso

Sono esclusi gli aderenti che siano in ritardo con il pagamento del contributo per oltre un anno o che abbiano adottato comportamenti incompatibili con il secondo comma del presente articolo

 

Articolo 4.

La Lega finanzia le proprie iniziative attraverso:

- contributi degli aderenti

- contributi volontari dei privati

- contributi dello Stato, di enti o di istituzioni pubbliche, finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti;

- contributi di organismi internazionali

- donazioni e lasciti testamentari

- rimborsi derivanti da convenzioni

La Lega non ha fine di lucro.

Non possono essere distribuiti, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell'organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.

 

Articolo 5.

La Lega ha struttura democratica.

Sono organi della Lega:

- l'assemblea generale degli aderenti

- il consiglio direttivo, eletto dall'assemblea degli aderenti

- il presidente

- il vicepresidente

- il segretario

- il vicesegretario

- il collegio dei revisori dei conti

Le carice della Lega sono gratuite.

Le prestazioni fornite dagli aderenti sono gratuite.

 

Articolo 6.

L'assemblea generale degli aderenti si riunisce almeno una volta all'anno e ogni volta che il consiglio direttivo lo ritenga opportuno o 1/10 degli aderenti lo richiedano ed è convocata dal presidente mediante affissione nella sede sociale e avviso a domicilio a quegli aderenti che abbiano versato il contributo minimo stabilito dal consiglio direttivo.

Tutti gli aderenti hanno diritto di voto su tutti gli argomenti, inclusa l'approvazione e le modificazioni dello statuto e degli eventuali regolamenti e la nomina degli organi direttivi dell'associazione. Le deliberazioni dell'assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la metà più uno degli aderenti. In seconda convocazione la deliberazione è valida qualunque sia il numero degli intervenuti.

Non possono partecipare alle votazioni coloro che abbiano aderito meno di tre mesi prima dell'assemblea.

 

Articolo 7.

Il consiglio direttivo è così composto: da 5 a 13 membri eletti dall'assemblea generale degli aderenti.

Il consiglio direttivo dura in carica due anni e i suoi membri sono rieleggibili.

Si riunisce ogni volta che il presidente lo ritenga opportuno o che un terzo dei suoi membri lo richieda e le sue deliberazioni sono valide se è presente almeno un terzo dei suoi membri.

E' convocato dal presidente.

E' investito dei più ampi poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione.

In caso di dimissioni di uno o più membri del consiglio direttivo, questi verranno sostituiti dai primi dei non eletti nella stessa assemblea, secondo l'ordine dei voti riportati.

Il membro del consiglio direttivo che per due volte consecutivamente non partecipa alle riunioni senza inviare preventivamente al presidente una giustificazione a mezzo cartolina o biglietto postale raccomandati decade dalla carica.

 

Articolo 8.

Il presidente è nominato dal consiglio direttivo nel suo seno, dura in carica due anni ed è rieleggibile.

Egli rappresenta l'Associazione di fronte ai terzi ed in giudizio nominando a tal uopo avvocati e procuratori alle liti.

Il presidente è investito dei poteri di ordinaria amministrazione, compresi quelli di riscuotere somme o valori dovuti o donati all'Associazione.

Egli può delegare tali poteri al tesoriere.

Il vicepresidente è nominato dal consiglio direttivo nel suo seno, dura in carica due anni ed è rieleggibile.

Il presidente può delegare tutti i suoi poteri al vicepresidente che lo sostituisce a tutti gli effetti.

Il consiglio direttivo nomina tra i suoi membri un segretario e un vicesegretario.

Il segretario è responsabile della gestione delle iniziative deliberate dall'assemblea generale degli aderenti.

Il segretario può nominare una giunta di segreteria da sottoporre al parere del direttivo.

Il tesoriere è nominato dal consiglio direttivo nel suo seno, dura in carica due anni ed è rieleggibile. Egli è responsabile della gestione economica dell'associazione.

Per la prima volta il presidente può essere eletto o nominato nell'atto costitutivo.

 

Articolo 9.

L'assemblea nomina annualmente tre revisori dei conti i quali eseguono il controllo di legittimità del bilancio annuale.

 

Articolo 9 bis.

Il bilancio annuale, dal quale devono risultare i beni, i contributi e i lasciti ricevuti, è sottoposto dal presidente al consiglio direttivo entro il 31 marzo di ogni anno.

Subito dopo l'approvazione del bilancio da parte del consiglio direttivo, il bilancio stesso viene dal presidente sottoposto ai revisori dei conti, i quali possono, se riscontrano irregolarità, restituirlo al presidente per eventuali modifiche che dovranno essere nuovamente sottoposte al consiglio direttivo.

Il bilancio viene reso pubblico e inviato a tutti gli aderenti in regola con il pagamento del contributo almeno quindici giorni prima della convocazione dell'assemblea, anche se il bilancio stesso non fosse stato ancora approvato dai revisori dei conti.

L'assemblea, uditi i revisori dei conti, delibera sull'approvazione del bilancio con la maggioranza prevista dall'articolo 6.

 

Articolo 10.

Su iniziativa di alcuni aderenti potranno costituirsi con il consenso del consiglio direttivo sezioni della Lega in località, province o regioni.

In tali sezioni potranno tenersi assemblee locali che potranno eleggere un consiglio direttivo locale, il quale nominerà nel proprio seno un presidente.

In mancanza di tale consiglio direttivo locale, il consiglio direttivo nazionale potrà nominare un delegato responsabile.

Il presidente della sezione o, in mancanza, il delegato responsabile nominato dal consiglio direttivo possono rappresentare l'Associazione di fronte ai terzi ed in giudizio per le questioni di rilevanza territoriale, nominando a tal uopo avvocati e procuratori alle liti.

Le sezioni dovranno registrare gli introiti e le spese in appositi bilanci, che dovranno essere rinviati al presidente entro il 31 maggio dell'anno successivo.

 

Articolo 11.

Il presente statuto potrà essere modificato dall'assemblea generale degli aderenti con la maggioranza dei tre quarti degli aderenti stessi.

Nel caso di mancanza della maggioranza richiesta, l'assemblea può essere nuovamente convocata (anche con inserimento nell'avviso di prima convocazione) in seconda tornata, con lo stesso oggetto e deliberare con la metà più uno degli aderenti presenti.

E' richiesta tassativamente maggioranza dei tre quarti degli aderenti, fisicamente presenti, sia in prima che in seconda convocazione, per la modifica degli articolo 2 e 3 (oggetto ed aderenti) et 11 (maggioranza) dello statuto.

 

Articolo 12.

Lo scioglimento dell'associazione potrà essere deliberato dall'assemblea col voto favorevole di almeno tre quarti degli aderenti.

In caso di scioglimento, ovvero estinzione, i beni che residueranno dopo l'esaurimento della liquidazione sono destinati ad altra organizzazione non lucrativa di utilità sociale di volontariato, operante in identico od analogo settore.

La delibera di scioglimento dovrà nominare uno o più liquidatori, fissandone i poteri.

Statuto della LAC - Ultime modifiche nella delibera di assemblea del 14.6.1998

StatutoLAC.pdf