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Lasciti alla LAC

Gentili soci e amici,

Tutti noi viventi condividiamo la medesima sorte: siamo vivi e godiamo delle dolcezze e delle ansie della vita, ma presto o tardi giungerà per tutti il momento di lasciarla per sempre.

Se desideriamo tracciare un segno di continuità, uniamoci in vita e, continuiamo la nostra comune lotta di civiltà anche dopo la morte. Ci sono voluti secoli per sconfiggere alcuni terribili esempi dell’umana inciviltà, e ancora molto resta da raggiungere, ma una linea continua ci lega ai nostri predecessori. Nel corso della nostra vita forse non ne vedremo i risultati ma, di sicuro, tracceremo un sentiero che continuerà a essere percorso da altri dopo di noi, anche nel nostro nome.

Vogliamo vedere funerali allegri, chi ha vissuto pienamente e consapevolmente, chi è stato trascinato per sentieri inaspettati come succede a tutti, quando giunge la fine, così come il poeta, potrà dire: “Confesso che ho vissuto”.

Chi in vita ha fatto del suo meglio e non si vergogna troppo di se stesso, potrà infine dire che la morte lo coglierà non come un nemico che assale a tradimento, ma come una vecchia conoscenza che alla fine incontra ognuno di noi per cui è sempre meglio farsi trovare pronti e accoglierla con un sorriso. Ad alleggerire il fardello sarà utile mettere in ordine per tempo i conti sia dei rapporti umani e sia quelli economici. Una volta assegnato ai congiunti una parte del nostro patrimonio poco o tanto che sia, del resto si può disporre liberamente ed è possibile dedicare un lascito all’associazione che proseguirà negli anni la lotta che abbiamo condotto in vita: il contrasto fermo e tenace alla caccia e ai cacciatori.

Siamo consapevoli di condividere con moltissimi la speranza di veder allungare la lista dei paesi civili che hanno abolito la caccia dai loro territori. Più di trent’anni fa, un gruppo d’idealisti, fortemente motivati, fondò in Italia, la LAC, Lega per l’Abolizione della Caccia, ispirandosi alle associazioni consorelle, esistenti in Europa e in altri continenti. Uno di quei mitici fondatori è adesso il nostro Presidente e rivendichiamo con orgoglio la continuità storica e ideale, senza dubbi e tentennamenti per una conquista di civiltà.

In questi anni il piccolo gruppo di soci fondatori è stato affiancato in tutt’Italia, da volontari che portano avanti lo stesso progetto e impegno con un lavoro disinteressato e costante. Dagli anni ’70 a oggi l’Italia ha visto crollare drasticamente il numero dei cacciatori, che oggi sono ridotti a un esiguo numero d’irriducibili privi di riconoscimento storico, culturale ed etico. Questo, però, non deve farci abbassare la guardia, anche se sono rimasti in pochi, le armi che i cacciatori imbracciano continuano a uccidere ed essi cercano in ogni modo di ripulire la loro immagine e di fare nuovi proseliti.

La loro campagna di reclutamento è subdolamente dedicata ai giovanissimi e alle donne. I primi sono indotti a credere in una pretesa compatibilità ambientale della caccia. Le donne invece sono arruolate in virtù di un distorto e perverso criterio di emancipazione e acquisizione di diritti egualitari: il diritto alla gratuita violenza! Le forti complicità politico-economiche di cui i cacciatori godono hanno consentito l’esercizio venatorio per periodi sempre più lunghi durante l’anno, in deroga alla normativa nazionale ed europea. Per questo ogni anno tutti gli italiani, nella loro stragrande maggioranza contrari alla caccia, devono pagare forti multe all’Europa comunitaria, per il sadico e insensato divertimento di un esiguo manipolo di sanguinari.

Abolire la caccia significa affrancarsi finalmente dalle tristi epoche primitive e pervenire a un obiettivo di salubre ed equilibrato approccio al mondo animale cui apparteniamo.

Abolire la caccia era e rimane l’obiettivo necessario e fondamentale per riconoscere in se stessi l’umanità più evoluta e nobile, nella speranza di un mondo di pace e armonia tra tutte le creature.

Dal punto di vista scientifico è noto che le popolazioni animali, anche in assenza di competitori naturali, non si riproducono in modo esponenziale, ma anzi, regolano il numero degli individui in base alla conformazione territoriale, se ci sono molti esemplari animali su un territorio, vuol dire che possono starci e l’intervento di abbattimento dei cacciatori tutt’altro che equilibratore è in realtà di sconvolgimento barbaro di un delicato e perfetto equilibrio naturale.

Numerosi sono gli animali che i cacciatori lasciano feriti, ad agonizzare per giorni, per non parlare dell’inquinamento da piombo di suolo e acque causato dai loro bossoli disseminati ovunque come orrida eredità della loro misero e insano divertimento. Anche tale inquinamento uccide, dopo terribili sofferenze causate dall’avvelenamento da piombo detto saturnismo.

Infine la LAC non dimentica di tutelare anche gli esseri umani, ogni anno numerose persone, non solo cacciatori ma contadini, cercatori di funghi, fotografi, campeggiatori, ciclisti, amanti delle passeggiate all’aria aperta o semplicemente affacciate alla finestra di casa, sono ferite o uccise da colpi di fucile esplosi con eccessiva disinvoltura. Un Regio decreto di epoca fascista consente tutt’oggi, unico caso al mondo, la quasi impossibilità di impedire l’accesso ai cacciatori nei propri fondi privati. Contro questo specifico abominio illiberale la LAC da anni promuove battaglie legali per ristabilire finalmente il diritto di essere padroni e sicuri almeno in casa propria.

La LAC si mobilita inoltre per numerose campagne a cadenza annuale, dal salvataggio dei rospi in amore in primavera, alla campagna contro i botti di Capodanno.

Alcuni possono essere scoraggiati dalla prepotenza della controparte, dall’incredibile appoggio economico e politico di cui gode l’intoccabile casta sanguinaria dei cacciatori.

Ricordiamo però, che anche i fautori dell’abolizione della schiavitù erano considerati illusi che avrebbero causato un danno irreparabile all’economia mondiale. Oggi, la schiavitù anche se non è completamente scomparsa purtroppo dalla faccia della terra è però, almeno formalmente, illegale ovunque e come tale perseguita.

A questo innegabile successo vogliamo ispirarci, abbiamo bisogno che anche tu ti unisca a noi per dare vita a questa meravigliosa opportunità.

 

Fai un lascito alla LAC, contribuirai alle numerose campagne, alla diffusione di un messaggio di pacificazione con i nostri vicini di casa animali, e alla civilizzazione umana.

Un modo per lasciare il mondo in cui hai vissuto, migliore di come l’hai trovato!
I lasciti non sono gravati da tasse, quindi potrai essere certo che il tuo denaro sarà interamente dedicato alle nostre attività. Potrai tornare sui tuoi passi, se lo desideri, in qualunque momento.

Dovrai decidere tra un testamento scritto in piena autonomia (testamento olografo) oppure con l’aiuto di un notaio (testamento pubblico). Sarà possibile lasciare in eredità:

somme di denaro

- beni immobili (appartamenti, terreni, proprietà)

  • - beni mobili (oggetti di valore, opere d’arte, ecc.)
  • - polizze sulla vita (puoi indicarlo nel testamento oppure comunicarlo direttamente alla compagnia assicurativa)
  • - titoli e fondi d’investimento

 

Nel caso avessi dei dubbi e per qualsiasi informazione non esitare a contattarci.