Difficile distinguere fra cacciatori e bracconieri.

Quello che li differenzia è l’osservanza o l’inosservanza della legge, che stabilisce quali specie si possano cacciare, in che quantità, in quali periodi dell’anno e con quali mezzi. 

La stessa specie può essere cacciata in determinati mesi e bracconata in altri, spesso dallo stesso cacciatore.

Quello che manca è un controllo efficace: su un territorio vastissimo e caratterizzato da tradizioni venatorie radicate e passionali, vigilano poche forze dell’ordine ambientali, troppo poche per poter intervenire in difesa degli animali.

Stiamo assistendo allo smantellamento delle polizie provinciali e della Forestale, alla perdita di molta professionalità e specializzazione nei reati ambientali.

Le guardie venatorie delle associazioni protezionistiche vengono confinate ai reati di ambito zoofilo.

Si dà via libera ai cacciatori, e i campi antibracconaggio organizzati dalla LAC sono attivi ormai tutto l’anno, seguendo i tempi e i luoghi dei migratori.


E’ possibile richiedere il calendario già stampato al prezzo di 10 Euro, comprese le spese di spedizione, scrivendo a info@abolizionecaccia.it  

Calendario 2017 - Bassa Risoluzione

Calendario_lac_2017.pdf

4.4 M

Gennaio 2017

30 anni di azioni sul campo

La LAC ha iniziato ad occuparsi di bracconaggio alla metà degli anni ’80, quando gli archetti nelle Valli bresciane si trovavano a migliaia indisturbati, benché illegali dagli anni ‘30.

Da allora molte cose sono cambiate, abbiamo studiato i metodi di chi mette le trappole, i tempi, i luoghi. Abbiamo cercato il modo migliore di contrastare la cattura illegale degli animali selvatici, diversa di volta in volta a seconda del momento e delle tradizioni locali.

Siamo sempre in stretto contatto con le forze di vigilanza ambientale a cui segnaliamo gli illeciti, in collaborazione con il CABS (Comitee against Bird Slautering), associazione attiva in tutta Europa contro il bracconaggio.

Chi volesse partecipare ai campi, può scrivere a info@abolizionecaccia.it o chiamare il 333 9206116.

Febbraio 2017

L’importanza delle piccole isole

Milioni di uccelli migratori attraversano ogni anno il territorio italiano, in autunno da nord-est a sud-ovest e in primavera in direzione opposta.

Sono le specie che nidificano nell'Europa Centro Settentrionale e svernano in Africa e nel bacino Mediterraneo.

Nelle regioni e nei periodi in cui si concentra il flusso migratorio si è sviluppata una serie di tecniche per la cattura degli uccelli che, nell’ultimo secolo, sono divenute per lo più illegali.

Soprattutto durante la migrazione primaverile, un'importanza strategica è rivestita dalle coste tirreniche e in particolare dalle piccole isole e dai promontori, che sono la prima terra ferma raggiunta dai viaggiatori stanchi che hanno sorvolato larghi tratti di mare.

La presenza dei volontari è importante per ostacolare sparatori e trappolatori.

Chi volesse partecipare ai campi, può scrivere a info@abolizionecaccia.it o chiamare il 333 9206116.

Marzo 2017

I campi primaverili

All'inizio della primavera, la macchia mediterranea è in fiore e offre nettare e insetti di cui gli uccelli migratori fanno largo uso per rifocillarsi dopo l'attraversamento del Sahara e del Mediterraneo.

I cacciatori li aspettano con fucili, reti e trappoline a scatto montate negli orti. Le isole tirreniche e quelle del Golfo di Napoli si trasformano in trappole micidiali per i migratori sfiniti.

Tortore e quaglie vengono colpite dagli spari, nella notte si sentono ovunque i richiami registrati (proibiti) dei fonofil.

I gruppi di volontari della LAC restano sul posto per almeno un mese per scoraggiare con la loro presenza le attività dei bracconieri, e segnalare spari e trappole al NOA, la sezione del Corpo Forestale specializzata in antibracconaggio.

 

Chi volesse partecipare ai campi, può scrivere a info@abolizionecaccia.it o chiamare il 333 9206116.

Aprile2017

Sep

In uso su tutto il territorio nazionale, queste trappoline (o taglioline, o “sep”), sotto la scusa della cattura dei topi, vengono utilizzate in realtà per uccidere piccoli uccelli insettivori, con una camola come esca.

Sono maggiormente usate nei punti in cui si concentra il passaggio primaverile di queste specie (pigliamosche, piccoli turdidi, cutrettole, averle, silvidi) e cioè sulle coste del Centro-Sud. Uccidono sul colpo.

Sono messe in evidenza in cima ai “montarozzi”, piccoli rialzi nel terreno degli orti. Ogni anno la LAC organizza gruppi di volontari per individuare e segnalare la presenza di queste trappole nelle Isole tirreniche, e per promuovere un turismo ambientale responsabile.

Chi volesse partecipare ai campi, può scrivere a info@abolizionecaccia.it o chiamare il 333 9206116.

 

Maggio 2017

I meleti trentini

Dal luglio 2015 è vietato in Italia catturare con le reti gli uccelli migratori per farne dei richiami da caccia. I cacciatori possono così detenere legalmente solo i richiami vivi catturati prima del 2015 e quelli di allevamento. 

Ma la quantità di tordi allevati non è sufficiente, e così gli uccellatori hanno imparato a sfruttare il «serbatoio» ornitologico rappresentato dai meleti del Trentino Alto Adige, una immensa riserva di pulcini di tordo da rubare insieme ai nidi e da trasformare in richiami vivi per i capannisti una volta inanellati con le fascette della Foi e spacciati per il prodotto dell’attività di una miriade di falsi allevatori.

Per la LAC si è aperto quindi un nuovo fronte: insieme al CABS e in accordo con le forze di polizia territoriale che combattono da tempo il fenomeno, nel maggio 2016 abbiamo iniziato a perlustrare decine di chilometri quadrati di meleti.

Quando abbiamo sorpreso l’uccellatore, per poi consegnarlo ai carabinieri, aveva già impacchettato 28 giovanissimi tordi.

Chi volesse partecipare ai campi, può scrivere a info@abolizionecaccia.it o chiamare il 333 9206116.

Giugno 2017

Cipro

Tutte le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo sono interessate dai flussi migratori, e in tutte si sono sviluppate tecniche di cattura dei migratori, in primavera e in autunno.

Il Cabs, con l’apporto di numerosi volontari LAC, organizza ogni anno campi di sorveglianza anche a Malta, Cipro, Spagna e Francia.

A Cipro, in particolare, i cacciatori godono di forti protezioni politiche: nonostante negli anni la situazione si sia evoluta grazie a una più stretta collaborazione con le forze di vigilanza ambientali, si trovano ancora moltissimi bastoncini ricoperti di vischio, micidiali per i piccoli uccelli, grandi impianti di reti e richiami acustici.

Chi volesse partecipare ai campi, può scrivere a info@abolizionecaccia.it o chiamare il 333 9206116.

Luglio 2017

Lacci per i mammiferi

In numerose zone del mediterraneo si trovano lacci per la cattura dei conigli selvatici; sono per lo più freni da bicicletta a cui è stato praticato un nodo scorsoio; il laccio viene appeso a un ramo basso che attraversa iI sentiero, e lungo le tracce percorse dai conigli.

Se ne trovano molti anche per cinghiali e per i caprioli: l’animale si dibatte cercando di liberarsi e il laccio penetra sempre più a fondo, un’agonia terribile.

Sicilia, Sardegna, Ponza, Giglio, il Grossetano…

Chi volesse partecipare ai campi, può scrivere a info@abolizionecaccia.it o chiamare il 333 9206116.

Agosto 2017

Schiacce

Le schiacce sono una forma di caccia fra le più antiche conosciute per la cattura dei piccoli uccelli: una pietra piatta pesante è in bilico su legnetti posti in equilibrio precario.

Quando un uccello entra sotto la pietra attratto dalle bacche messe ad esca o dall’acqua, sfiora i bastoncini e fa crollare l'intera costruzione, morendo schiacciato o soffocato. Fra le vittime non solo i tordi, ma anche pettirossi, cince, regoli, passere scopaiole.

Vietate in quasi tutta Europa, se ne trovano però nel Massiccio Centrale francese, e sporadicamente a Maiorca e nelle Alpi Marittime francesi.

In Italia sono state rinvenute in Puglia (qui nella foto), ma recenti segnalazioni sull'Appennino fanno sospettare che il fenomeno sia più diffuso di quanto ci si immagini.

Chi volesse partecipare ai campi, può scrivere a info@abolizionecaccia.it o chiamare il 333 9206116,

 

Settembre 2017

Le Valli bresciane

Le tre grandi valli che tagliano da nord a sud le Prealpi bresciane costituiscono una delle più importanti rotte migratorie per l'avifauna europea.

Ogni autunno attraverso i suoi valichi, il passo del Maniva, colle San Zeno, e lungo i loro contrafforti, passano in volo milioni di piccoli migratori.

In Valtrompia, Valcamonica e Val Sabbia gli uccelli vengono catturati con ogni mezzo: reti, archetti, sep, fucili. Qui la tradizione della polenta e osei è ancora vivissima, e il mercato degli uccelli a becco fino, benché illegale, è in pieno vigore.

Pure la situazione è molto cambiata dagli anni ’80, quando la LAC ha cominciato a contrastare il fenomeno: le migliaia di archetti che si trovavano ad ogni uscita si sono ridotte a poche centinaia di trappole ben nascoste nei boschi; si trovano invece ancora molte trappoline a scatto (i sep) e reti illegali, che vengono segnalate alla Forestale permettendo la cattura del bracconiere.

Chi volesse partecipare ai campi, può scrivere a info@abolizionecaccia.it o chiamare il 333 9206116.

Ottobre 2017

Basta con i richiami vivi!

I roccoli, i grandi impianti da uccellagione per rifornire di richiami vivi i cacciatori da capanno sono stati chiusi nel luglio 2015, perché le reti sono un metodo di cattura non selettivo.

I capannisti possono però ancora detenere e utilizzare i richiami vivi, se li possedevano già prima del 2015 o se provenienti da allevamento.

Abbiamo però visto come gli uccelli vengono prelevati nei nidi trentini, o catturati con reti illegali nascoste nei boschi.

E’ urgente abolire del tutto la possibilità di detenere uccelli da richiamo, una pratica barbara che condanna uccelli nati liberi a vivere in gabbiette minuscole, con il ritmo biologico stravolto e soggetti a malattie e deformità per la costrizione in gabbia.

Chi vuole diventare un volontario LAC, può scrivere a info@abolizionecaccia.it o chiamare il 333 9206116.

Novembre 2017

SARDEGNA

In Sardegna la LAC ha iniziato a contrastare il bracconaggio negli anni ’90, con campi di raccolta trappole in novembre e dicembre nell’entroterra cagliaritano.

I metodi usati sono i lacci di crine a terra, innescati da una bacca di corbezzolo, e le serie di cappi a nodo scorsoio montati sui rami appositamente preparati della macchia mediterranea.

Le vittime principali sono i tordi, ma anche silvidi, codirossi, balie, pettirossi.

Oltre agli uccelli, vengono catturati anche cinghiali e cervi con i lacci e con le pericolosissime trappole a canna di fucile che sparano a chiunque passi sulla loro traiettoria.

Chi volesse partecipare ai campi, può scrivere a info@abolizionecaccia.it o chiamare il 333 9206116.

Dicembre 2017

Le grive

Il bracconaggio è un’attività illegale e distruttiva del patrimonio ambientale (si stimano un centinaio di bracconieri “fissi” + circa duecento “occasionali” nella sola Capoterra – nell’entroterra cagliaritano).

Il giro di affari è di sensibili dimensioni: basti pensare che una sola griva (spiedo di 8 tordi, de pillonis de tàccula) costa al mercato illegale un centinaio di euro al dettaglio.

Tuttavia fra i principali “fruitori” finali del bracconaggio sembrano proprio essere alcuni noti ristoranti del Cagliaritano nei confronti dei quali appaiono necessarie ispezioni senza preavviso da parte delle Forze dell’ordine. 

Da non tralasciare il controllo, nel periodo delle festività natalizie, dei mercati pubblici.

Il fenomeno del bracconaggio in Sardegna appare comunque in sensibile diminuzione, grazie anche alla complessiva azione di contrasto da parte delle Forze dell’ordine e delle associazioni ecologiste.

Chi volesse partecipare ai campi, può scrivere a info@abolizionecaccia.it o chiamare il 333 9206116.