Calendario 2013

Fra le specie di uccelli di cui in Italia è permessa la caccia, ne abbiamo scelte 12, una per ogni mese dell’anno, e le abbiamo mostrate in tutta la loro bellezza e libertà, aggiungendo per ciascuna una breve nota che ne spiega le abitudini, i colori del piumaggio, gli habitat e l’alimentazione.

Vogliamo così rendere omaggio a questi meravigliosi animali che troppo spesso vediamo nei carnieri dei cacciatori, ridotti a un mucchio informe di piume scomposte e insanguinate.

Le foto sono tutte di Luigi Andena, ornitologo e fotografo naturalista; le note sono tratte dagli appunti delle lezioni di Guido deFilippo, segretario LAC scomparso un anno fa, che degli uccelli ha fatto la passione della sua vita.

E’ possibile richiedere il calendario già stampato in formato A3 al prezzo di 10 Euro, comprese le spese di spedizione, scrivendo a Info LAC

Gennaio 2013

Beccaccino (Gallinago gallinago)


Molto più piccolo e slanciato della beccaccia, il beccaccino è bruno-fulvo striato di nero, il capo scuro solcato sulla nuca di una striscia chiara. Gli occhi sono grandi e distanziati, capaci di avvertire eventuali pericoli anche alle spalle; il becco lungo e sottile, la coda corta a ventaglio.
Molto timido, di giorno resta acquattato fra la vegetazione ripariale, di notte sonda il fondale con il lungo sensibile becco. In volo è velocissimo, ed è tipico perché si muove a zig zag sul pelo dell’acqua prima di sollevarsi a notevole altezza. Sono famose anche le sue parate di corteggiamento, con voli acrobatici e spettacolari.
Predilige le risaie, le marcite, le torbiere, le rive paludose di fiumi e laghi, dove si nutre di molluschi, vermi, insetti, piccoli crostacei.
Nidifica nel nord Europa e nell’Asia centro-settentrionale. Sverna nella penisola iberica, Francia del sud e in tutta l’area mediterranea. In Italia è di passo da agosto a novembre e da febbraio ad aprile.

Febbraio 2013

Pavoncella (Vanellus vanellus)


Le pavoncelle in Italia svernano, arrivando verso la metà di ottobre e ripartendo a fine marzo-aprile verso le zone di nidificazione dell’Est europeo, ma una parte di loro resta e nidifica nelle risaie e nei campi umidi.
Si spostano in gruppi piuttosto numerosi, in cui si nota bene il contrasto fra le penne bianche della parte inferiore del corpo e quelle scure del resto, le ali larghe e arrotondate. Entrambi i sessi hanno un inconfondibile ciuffetto di penne sulla nuca, che nel maschio è più evidente.
Il suo habitat sono i prati umidi, le marcite, gli acquitrini, le brughiere, dove si sposta sulle lunghe zampe con brevi corse veloci e arresti improvvisi per beccare la preda. Si nutre di vermi, insetti, molluschi e sostanze vegetali.
La pavoncella, con il suo profilo elegante, è uno degli uccelli più belli da osservare nelle zone umide in febbraio/marzo.

Marzo 2013

Merlo (Turdus merula)


Abitante molto comune dei nostri parchi e giardini, dove lo vediamo saltellare con confidenza in cerca di larve e lombrichi, o rovistare con meticolosità fra le foglie secche, anche il merlo è purtroppo oggetto di caccia.
In Italia nidifica ed è presente tutto l’anno; comincia presto, già in febbraio se il clima lo consente, e fa fino a tre covate di quattro/cinque piccoli ciascuna. I merlotti escono dal nido prima di saper volare e vengono accuditi dai genitori fino a che si rendono autonomi. In questo periodo, essenziale momento di crescita e apprendimento, i piccoli sono molto visibili e vengono quindi spesso raccolti da chi li considera in pericolo, cosa assolutamente da evitare.
Il maschio ha un piumaggio nero lucente, con il becco e il contorno degli occhi color giallo vivo; la femmina (e i giovani) sono più mimetici, bruni striati di scuro.  Vive nel sottobosco, fra i cespugli.  Canta molto bene (da cui il nome latino), soprattutto al tramonto e nelle notti chiare e tranquille.

Aprile 2013

Gazza (Pica pica)


Molto comune nelle zone aperte con alberi alti dove costruisce il tipico grande nido a cupola, la gazza ha un bellissimo piumaggio bianco e nero iridescente.
La coda molto lunga la rende inconfondibile in volo e quando saltella a terra tenendola sollevata.
E’ un temibile predatore di nidi che scova fin nel folto dei cespugli, ma teme le cornacchie, più grandi e aggressive, con le quali divide la nicchia ecologica.
Le gazze si vedono generalmente in coppia; maschio e femmina costruiscono il nido insieme, un nido molto elaborato a volte coperto da una specie di tetto che lo ripara dalla pioggia.
La coppia alleva i piccoli insieme e il nucleo familiare non si separa fino ad autunno inoltrato.

Maggio 2013

Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus)


La gallinella è un uccello molto comune lungo le rive dei corsi d’acqua, anche nei parchi cittadini.
Il piumaggio, sia nel maschio che nella femmina, è molto scuro, ravvivato dal sottocoda bianco e dalla placca rossa frontale. Il becco è rosso con la punta gialla, che viene riconosciuta dai piccoli durante l’imbeccata.
La stagione riproduttiva inizia presto, già ai primi di marzo con le danze di corteggiamento del maschio che mostra alla femmina il suo scudo frontale rosso vivo. Il nido, costruito da entrambi, è un ammasso vegetale galleggiante nascosto fra la vegetazione della riva. I piccoli, neri e lanuginosi, hanno una zona di pelle rosa e blu intenso sulla sommità del capo e vengono accuditi dai genitori per più di un mese.
La gallinella si nutre di sostanze vegetali acquatiche, bacche, insetti e molluschi.
Nuota benissimo , rimanendo sott’acqua anche a lungo, e per spiccare il volo prende la rincorsa correndo a pelo dell’acqua con le lunghe zampe. Il volo però non è il suo forte.

Giugno 2013

Cornacchia grigia (Corvus corone cornix)


La cornacchia grigia, molto diffusa nelle campagne, è diventata da qualche anno sempre più presente anche in città. Nel periodo della nidificazione, spesso i giovani, che escono al nido prima di saper volare, sembrano abbandonati a se stessi nei luoghi più inadatti. In realtà, la maggior parte delle volte non sono in difficoltà, e chi li volesse soccorrere avrebbe a che fare con una coppia di padre e madre cornacchia che difendono furiosamente il loro piccolo.
Maschio e femmina hanno lo stesso inconfondibile piumaggio grigio e nero, il becco è robusto e micidiale. Insegue con successo anche uccelli di dimensioni piuttosto grandi, come i piccioni; in città è sicuramente uno dei predatori più temuti.
Mangia di tutto, uccelli adulti e le loro uova, piccoli mammiferi, anfibi, granaglie, spoglie di animali morti sull’asfalto, finendo quindi a sua volta vittima del traffico.

Luglio 2013

Folaga (Fulica atra)


Uccello acquatico nidificante in Italia, la folaga si caratterizza per un piumaggio nero intenso in netto contrasto con il bianco della placca frontale e del becco, sia nel maschio che nella femmina. Vive in grossi branchi, anche mischiati alle anatre, tranne che nella stagione riproduttiva, quando la coppia si apparta per costruire un grosso nido galleggiante al riparo delle canne.
I piccoli sono neri lanuginosi; il capo, ornato di filopiume gialle, è nudo sulla sommità e ha uno scudetto rosso frontale. Vengono accuditi da entrambi i genitori fino a circa due mesi di età, quando diventano indipendenti.
Si nutre di vegetazione acquatica, larve di insetto, molluschi, uova di pesci. D’inverno frequenta anche le acque basse salmastre, ad esempio le lagune del Delta del Po.

Agosto 2013

Germano Reale (Anas platyrhynchos)


Molto diffusa e comune, quest’anatra di superficie può raggiungere la ragguardevole lunghezza di 70 cm e un peso di 1300 grammi.
Il maschio in abito ha la testa di un bel verde cupo metallico, il petto nocciola rossiccio, ali grigio argento, collarino bianco e un curioso ricciolo alla base della coda. La femmina ha un meraviglioso piumaggio marrone screziato. Lo specchio alare è blu bordato di bianco in entrambi i sessi.
Il periodo della riproduzione inizia molto presto, le coppie si formano già in inverno e nidificano a partire da febbraio.
La femmina costruisce il nido vicino all’acqua, ben nascosto fra le canne, e cova per un mese da 8 a 12 uova. I piccoli, precoci, restano con la madre per circa due mesi.

Settembre 2013

Fagiano (Phasianus colchicus)


Originario dell’Asia, il fagiano si è ambientato perfettamente anche in Italia. Vengono allevati senza problemi e molti, rilasciati nelle campagne poco prima dell’inizio della caccia (i cosiddetti ripopolamenti), diventano una preda facile e indifesa dei cacciatori.
La specie ha un forte dimorfismo sessuale: il maschio ha un piumaggio i cui colori variano a seconda delle ibridazioni, ha un’evidente caruncola rossa sul capo e la lunga coda può raggiungere anche il mezzo metro. La femmina, più piccola e meno appariscente, ha piume bruno screziate.
Lo si trova nei campi, nei pioppeti, nei prati umidi, ma anche nelle zone boschive. Si nutre di bacche, frutti selvatici, erbe, germogli, granaglie, insetti e lombrichi.
Le zampe robuste tipiche dei gallinacei lo rendono adatto alla vita a terra; se minacciato, preferisce allontanarsi velocemente a piedi e nascondersi fra l’erba alta e le canne, alzandosi in volo solo se c’è un pericolo immediato.

Ottobre 2013

Tortora selvatica (Streptopelia turtur)


La tortora selvatica in Italia è sia nidificante che di passo. Quelle che vengono dall’Africa dove hanno svernato, giungono stremate sulle coste italiane in aprile-maggio e vengono falcidiate dalla caccia illegale in Sicilia e sulle isole tirreniche. Durante i campi antibracconaggio LAC a Ponza, per esempio, gli spari alle tortore sono frequenti.
Nella stagione riproduttiva, in maggio-giugno, i maschi compiono parate nuziali in volo e tubano insistentemente; la coppia è molto unita, maschio e femmina costruiscono insieme il nido e covano a turno le due uova  che la femmina depone.  Sono molto simili anche nell’aspetto: piumaggio screziato di color bruno rossastro con una zona a barre bianche e nere ai lati del collo. La coda è nera bordata di bianco.
Si nutre di germogli, bacche, semi e foglioline.

Novembre 2013

Colombaccio (Columba palumbus)


Il colombaccio è un columbiforme di notevole peso e dimensioni, può raggiungere i 45 cm di lunghezza e i 600 grammi. Ha un volo potente e acrobatico durante il corteggiamento. Il piumaggio è grigio-azzurro uniforme con due tipiche barre alari bianche e un collarino molto evidente; il petto ampio e forte ha una bella sfumatura rosa/arancio che si illumina col sole nelle fredde mattine di inverno, quando staziona in cima agli alberi o sulle antenne dei tetti. E’ strettamente arboricolo; scende sui prati a cibarsi di semi e germogli, bacche e faggiole.
Negli ultimi anni ha cominciato a nidificare anche nelle città (a Milano è presente in gran numero tutto l’anno); altrimenti, lo si incontra nei campi coltivati, nelle radure dei boschi, nelle faggete e nelle pinete dei litorali.

Dicembre 2013

Cesena (Turdus pilaris)


Un po’ più grande del tordo bottaccio e del tordo sassello, ai quali spesso si accompagna, la cesena ha il ventre bianco, la testa, la nuca e il groppone color ardesia e la schiena e la coda castano scuro. Il petto è di un bel colore fulvo striato di nero. Il peso varia fra gli 80 e i 140 grammi
E’ migratrice e da noi inizia ad arrivare verso la fine di ottobre; sverna qui e la gran parte della popolazione riparte in febbraio-marzo, diretta verso l’Europa nord orientale e l’Asia settentrionale, mentre consistenti gruppi restano a nidificare in Italia, sulle Alpi.
Si sposta in gruppi molto numerosi e vivaci. Predilige le radure nei boschi, i frutteti, i parchi.  Si ciba di bacche, frutta, semi e granaglie, integrando la dieta con insetti e lombrichi.