ICE END THE CAGE AGE

Il 25 settembre 2018, a Bruxelles, la più grande coalizione europea di ONG mai riunitasi ha lanciato l’iniziativa al Parlamento europeo per mettere fine all’uso delle gabbie in tutta Europa. 

Anche LAC era al parlamento Europeo. LAC fa parte delle associazioni che supportano questa importante iniziativa, che si prefigge di raccogliere, nell’arco di un anno, un milione di firme in tutta Europa.

Il 16 ottobre, a Roma presso la Camera dei Deputati, le 19 associazioni italiane della più ampia coalizione europea “End the cage age” hanno lanciato la raccolta firme in Italia per mettere fine all’uso delle gabbie negli allevamenti, con una mostra dedicata che descrive la crudeltà dell’allevamento in gabbia, ancora praticato nell’Unione europea.

Nel corso della conferenza stampa che ha visto la partecipazione del Ministro della salute Giulia Grillo, sono intervenuti anche l’eurodeputata Eleonora Evi (M5S), l’On. Ilaria Fontana (M5S) e la Senatrice Loredana De Petris (LeU) presidente del Gruppo Misto, nel complesso di Vicolo Valdina, presso la Camera dei Deputati.

Il Ministro Grillo ha visitato la mostra e ha firmato la petizione europea dichiarando: “Questo è un tema importante e di salute pubblica in quanto il mio Ministero si occupa anche della parte veterinaria e del benessere degli animali. Parliamo di esseri senzienti che provano gioia e dolore: questo è riconosciuto dalla scienza e si riflette nelle nostre scelte. C’è bisogno di maggiore attenzione sia da parte dell’opinione pubblica che della politica. E’ un tema a cui noi siamo molto attenti da sempre e vogliamo rispondere in tutti i modi possibili a questa richiesta. Ci sarà un impegno da parte di questo Ministero nel vigilare e lavorare sul benessere degli animali, promuovendo quelle politiche che vadano in questa direzione. Mi auguro che questa iniziativa dei cittadini raggiunga l’obiettivo prefissato di un milione di firme”.

La mostra resterà aperta al pubblico fino alle 14 del 19 ottobre (dalle 10 alle 18, il 17 e 18 ottobre con ultimo ingresso alle 17,30 e dalle 10 alle 14 il 19 ottobre con ultimo ingresso alle 13,30)

 


In tutto il mondo milioni di animali si ritrovano a trascorrere la propria vita in gabbie minuscole. Solamente in Europa, centinaia di milioni di animali passano la loro intera esistenza, dalla nascita alla morte, in una gabbia, avendo a disposizione uno spazio inferiore ad un foglio A4.

Una gabbia è una forma estrema di limitazione della libertà, dalla quale è impossibile fuggire. Un maltrattamento perpetuo fino alla morte.

End the Cage Age è una petizione che coinvolgerà molti paesi europei per portare la Commissione Europea a pronunciarsi su questo argomento e porre definitivamente fine all’uso delle gabbie negli allevamenti di tutta Europa

Puoi firmare la petizione online QUI ->  FIRMA ORA

e puoi aiutarci a raccogliere firme anche scaricando e facendo firmare la copia cartacea, al link tutte le istruzioni ->  https://info.endthecageage.eu/download-it-IT/

 

In Italia hanno aderito 19 associazioni alla campagna: Amici della terra Italia, Animal Aid, Animal Equality, Animal Law, Animalisti Italiani, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Il Fatto Alimentare, LAC – Lega per l’abolizione della caccia, LAV, Legambiente, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, LEIDAA, Jane Goodall Institute Italia, OIPA, Partito Animalista, Terra Nuova, Terra! Onlus.

 

Questo è solo uno step per noi, perché vogliamo sì gabbie vuote, ma al più presto animali liberi!

 

E in Italia, oltre a questo, LAC chiede anche lo STOP all’utilizzo dei richiami vivi:
Piccoli uccelli migratori (tordi, merli, allodole eccetera) allevati e utilizzati durante la stagione venatoria, per attirare uccelli appartenenti alla medesima specie.La detenzione dei richiami vivi è una vera tortura, detenuti in minuscole gabbiette dove non possono nemmeno distendere le ali. Uno stravolgimento completo della fisiologia ed etologia di uccelli la cui natura e l’istinto è quella di migratori, di animali che volano, liberi, per migliaia di chilometri ogni anno.

Oltre alla detenzione in gabbie minuscole, le pessime condizioni igieniche e il perenne buio cui sono costretti, i richiami subiscono lo strappo delle penne al fine di determinare una muta artificiale e stimolarne ulteriormente il canto. Molto frequente anche l’uso su di loro di sostanze anabolizzanti, che ne sviluppano gli ormoni e ne potenziano il canto.

Tutto questo dopo essere stati sottoposti alla cosiddetta “chiusa”, ovvero tenuti al buio per lunghi mesi al fine di falsare il loro ciclo annuale, affinchè una volta portati all’aperti, in autunno e in inverno (cioè ad apertura della stagione venatoria), convinti che sia giunta la primavera, i piccoli uccelli cantano e “richiamano” i loro simili, che vengono abbattuti dai cacciatori.

Senza contare il nascosto business illecito di uccelli rubati alla natura a cui viene successivamente messo un anellino che falsamente attesta che provengono da allevamenti. Il frutto di bracconaggio talmente vasto che è veramente difficile da contrastare.

FIRMA ANCHE QUESTA IMPORTANTE PETIZIONE CHE VERRA’ PORTATA IN PARLAMENTO

https://www.change.org/p/presidente-pec-governo-it-stop-all-utilizzo-dei-richiami-vivi