Fermare l’uccellagione autorizzata in Lombardia

L’associazione  LAC insieme ad altre associazioni ha ricorso al TAR per fermare l’uccellagione autorizzata dalla Lombardia in totale violazione della legge e con i soldi dei contribuenti.

La Giunta lombarda approvando l’apertura  dei cosiddetti “roccoli”, regalerà quasi 13 mila piccoli uccelli tra tordi, merli e cesene ai cacciatori ed allevatori, o sedicenti tali, per attirare altre prede a tiro di fucile. Si tratta di un atto gravissimo, completamente illegittimo, adottato in violazione della normativa nazionale e per la normativa comunitaria. 

La  sproporzionata quantità di energie, tempo e denaro che gli amministratori della  Lombardia dedicano all’assecondare le richieste degli uccellatori trova un ulteriore prova nello prossimo stanziamento di ben 600.000 euro (200.000 ogni anno per tre anni) a soggetti privati per la manutenzione dei roccoli, i cosidetti impianti di cattura.

 

Un’altra anomalia lombarda totalmente illegittima è poi il calendario venatorio  emanato nel lontano 2004 con una legge regionale e non con un atto amministrativo (per eludere eventuali impugnazioni) che va avanti in eterno. La  modifica a questo calendario è stata pubblicata solo ieri 13 settembre, a  due giorni dall’apertura ufficiale della stagione venatoria,  sempre per  rendere l’atto difficilmente impugnabile. L’Ispra inoltre, è stato chiamato a dare un parere non sul calendario, come prescrive la legge nazionale, ma solo su alcune specie, e  anche su queste poche specie, i pareri Ispra sono stati disattesi dalla Regione Lombardia. Così si sparerà alla Moretta e Pavoncella anche se ne è stata chiesta la sospensione  perché giudicate in cattivo stato di conservazione. E’ cacciabile anche il Moriglione, nonostante il Ministero dell’Ambiente abbia chiesto di escluderlo e anche per la Quaglia le prescrizioni Ispra non sono state rispettate. C’è poi il problema dell’Allodola ( che è stata in passato  oggetto  di ripetute sconfitte incassate sul piano legale grazie ai ricorsi promossi dalla LAC), specie che andrebbe immediatamente esclusa dalla lista delle cacciabili .

Intanto, il numero dei cacciatori italiani effettivamente in attività (calcolato in base al numero reale dei tesserini venatori regionali richiesti, in quanto il numero delle licenze di porto di fucile rilasciate dalle questure, valide per 5 anni, è fuorviante) è sceso sotto la soglia dei 470.000, a dispetto di cifre più trionfalistiche diffuse dal mondo armiero.

Ai consueti problemi per la pubblica incolumità dei fruitori di boschi e campagne (il mancato rispetto delle distanze di sicurezza da case  e strade carrozzabili è la violazione più frequente), si aggiungono quelli legati alla mancanza di controlli per carenza di personale adibito alla vigilanza venatoria che porterà all’uccisione di specie e di un numero di capi ben superiore ai limiti stabiliti. Gravissima l’emergenza dello scarso turnover del personale pubblico di vigilanza venatoria della polizia provinciale e la mancata attuazione del Piano nazionale di contrasto agli illeciti contro gli uccelli selvatici.

Sabato 21 settembre a Milano si terrà un presidio  pacifico (in piazza Duca d’Aosta/Pirelli /Stazione Centrale)

QUI aggiornamenti Presidio

 

 

UFFICIO STAMPA – LAC  Lombardia
Via Solari, 40 – Milano
www.abolizionecaccia.it

 

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