TRENTINO STATI GENERALI DELLA MONTAGNA

Alla luce delle attuali conoscenze sui cambiamenti climatici e gli eventi negativi ad essi conseguenti la preoccupazione ambientalista/animalista, strettamente connessa agli eventi climalteranti, dovrebbe essere in assoluto la prima ad essere presa in considerazione, con urgenza in quanto non più rinviabile.

Trento 7 giugno 2019

L’attuale giunta provinciale trentina ha presentato “GLI STATI GENERALI DELLA MONTAGNA”, giunto ora nelle sue fasi conclusive: a Comano Terme, nei giorni 14 e 15 giugno, si terrà l’incontro conclusivo che coinvolgerà i delegati dei territori e i rappresentanti dei centri con più di 10.000 abitanti.

I lavori sono stati impostati su 4 aree di discussione (laboratori):
• GOVERNANCE
• ACCESSIBILITÀ AI SERVIZI
• SVILUPPO ECONOMICO E COESIONE SOCIALE
• PAESAGGIO, AMBIENTE E TERRITORIO

I delegati di ciascun territorio potranno presentare i risultati dei lavori preparatori. Ciascun laboratorio elaborerà una sintesi, che sarà presentata in seduta plenaria alla presenza di tutti i partecipanti e della giunta provinciale PAT.
In nessuna di queste fasi la giunta PAT ha ritenuto di coinvolgere le associazioni ambientaliste/animaliste, uniche, fra i vari stakeholders/portatori d’interessi, a non avere tornaconto di alcun tipo se non quello di preservare l’ambiente e la biodiversità a vantaggio di tutti i cittadini e delle generazioni future. I membri delle associazioni, dirigenti compresi, sono volontari e non hanno altro compenso, se non quello di aver investito tempo ed energie per trasmettere un pianeta vivo e rigoglioso, ricco di tutta la sua biodiversità, alle prossime generazioni.

Fra i 15 ambiti territoriali esclusivamente la COMUNITA’ ALTA VALSUGANA E BERSNTOL ha invitato le associazioni ambientaliste/animaliste e ha stabilito con LAC ed ENPA un proficuo dialogo in un incontro tenutosi il giorno 15 maggio presso la Sala dell’Assemblea della Comunità di Pergine Valsugana. In questa occasione sono emersi chiaramente, da parte dei rappresentanti, sia l’anelito a raggiungere scelte condivise all’interno della comunità e tali da avvantaggiare tutti i cittadini, sia il grande impegno per preservare e valorizzare il patrimonio di tradizioni e cultura che rendono coesa e salda la società, nonché la forte attenzione per i valori più fragili ma più importanti per l’intero territorio, cioè un paesaggio preservato, un territorio intatto, un ambiente adeguatamente e diligentemente preservato, vivibile e salubre.

Alla luce delle attuali conoscenze sui cambiamenti climatici e gli eventi negativi ad essi conseguenti la preoccupazione ambientalista/animalista, strettamente connessa agli eventi climalteranti, dovrebbe essere in assoluto la prima ad essere presa in considerazione, con urgenza in quanto non più rinviabile.
Invece la giunta Fugatti, per precisa espressione dell’assessora Giulia Zanotelli, si preoccupa perché “il paesaggio non sarà più lo stesso senza le mucche al pascolo” a causa delle temibili attività degli orsi e dei lupi. In realtà gli orsi e i lupi ricoprono perfettamente il loro ruolo di vertici dell’ecosistema biologico, tengono in perfetto equilibrio le varie specie, evitando danni all’agricoltura, e hanno imparato a temere l’uomo e le sue proprietà. Basterebbe, infatti, mettere in atto le opere di prevenzione che hanno ampiamente dimostrato di proteggere adeguatamente gli animali d’allevamento purché installate a regola d’arte.

Per contro talune incomprensibili disposizioni consentono che un orso radiocollarato, di cui si conoscono posizione e percorsi, continui a predare animali inspiegabilmente e colpevolmente lasciati incustoditi e senza protezione. Nasce spontaneamente più di un sospetto che qualcuno voglia soffiare sul fuoco, invece che prendere serie misure di prevenzione che hanno ampiamente dimostrato di funzionare. I rimborsi per i danni da orso costano, ma, allo stesso modo, costano i ben più onerosi finanziamenti all’attività venatoria e alla zootecnia. Rammentiamo che gli allevatori vengono sovvenzionati anche per controllare quotidianamente il bestiame, se invece non lo fanno non è un comportamento legittimo e corretto.

Tutto ciò stimola il sospetto che qualcuno soffi sul fuoco, fomentando allarmismi ingiustificati, che non esisterebbero se invece di fare terrorismo psicologico l’amministrazione PAT facesse seria informazione sulla convivenza e sulla realizzabile, possibile e altrove già ampiamente praticata prevenzione dei danni.

Grazie per l’attenzione

Per ENPA (ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI) dr. Ivana Sandri
Per LAC (LEGA ABOLIZIONE CACCIA) dr. Caterina Rosa Marino

ENPA Ente Nazionale Protezione Animali onlus
LAC Lega Abolizione Caccia onlus