Governo impugna davanti alla Corte Costituzionale la L.r. n. 44/18 Regione Marche

“L’annotazione dei capi abbattuti deve essere immediata. Stop alle furbizie pro-venatorie”

Il Governo ha impugnato la L. R. n. 44/2018 “in quanto una norma in materia di prelievo venatorio non rispetta i vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e invade la competenza esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema. Ne consegue la violazione dell’articolo 117, primo comma e secondo comma, lettera s), della Costituzione;”
In particolare, è stata impugnata la modifica introdotta dalla Regione Marche secondo cui l’annotazione dei capi abbattuti deve avvenire solo dopo l’accertamento dell’abbattimento. Una previsione che viola in modo chiaro la legge nazionale secondo cui il capo va annotato sul tesserino immediatamente dopo l’abbattimento.

Dopo le sconfitte al Tar e al Consiglio di Stato arriva dunque questa ennesima batosta per la Regione, che, preludendo gli esiti di altri ricorsi pendenti e di altre richieste di impugnativa al Governo, favorisce il ripristino della legalità e ricorda all’amministrazione regionale l’importanza di rispettare le leggi nazionali e la carta costituzionale.

Quello raggiunto con l’impugnazione governativa è un risultato molto importante, sotto il profilo formale e sostanziale, cui hanno contribuito le Associazioni Ambientaliste LAC, WWF, ENPA, LIPU e LAV, che hanno inviato al Ministero dell’Ambiente un dettagliato esposto, motivando nel dettaglio i possibili aspetti di conflitto istituzionale tra le competenze della Regione Marche e dello Stato.

L’Assessore alla caccia Pieroni e i suoi supporters venatori sono stati dunque ancora una volta sconfitti, collezionando l’ennesima brutta figura istituzionale e dimostrando, se ancora qualcuno non se ne fosse accorto, la leggerezza amministrativa, il non rispetto delle norme a tutela dell’ambiente e, purtroppo,  la sudditanza psicologica della Regione Marche nei confronti del mondo venatorio, specie quello più estremo.
E non è finita qui, perché la giustizia amministrativa e la Corte Costituzionale cancelleranno presto altre norme illegittime e dannose per la fauna che la nostra amministrazione regionale ha emanato in spregio dell’ambiente e della fauna selvatica. La quale, è bene ricordarlo, non è proprietà dei cacciatori ma un patrimonio prezioso di tutti i cittadini!

 

Ancona, 23 Dicembre 2018

LAC – WWF – LIPU – ENPA – LAV Marche

 

 

 

 

Delegato LAC per le Marche-
Danilo Baldini lacmarche@abolizionecaccia.it