Ucciso un lupo.

Ucciso un lupo al confine tra Veneto e Trentino.
Troppe volte i bracconieri si sentono sicuri di impunibilità, come se potessero porsi al di sopra delle leggi valide per tutti gli altri cittadini.

Trento 27 settembre 2018

Sarebbe sufficiente affermare che questo lupo assassinato il 24 settembre 2018, come le altre creature selvatiche soggette al massacro “per azioni da diporto sportivo”, cioè caccia, e per ignobili atti di bracconaggio, era un individuo unico, un soggetto portatore di diritti e tutelato da protezione assoluta da leggi internazionali, europee e italiane. La sua uccisione non può essere ignorata: occorre indagare ed individuare il/i responsabili per sottoporli a procedimento giudiziario. E’ necessario, come affermato dal Ministro dell’ambiente Sergio Costa, che le pene sul bracconaggio siano inasprite e che si proceda con un’attenta prevenzione dei reati contro l’ambiente e gli animali. Troppe volte i bracconieri si sentono sicuri di impunibilità, come se potessero porsi al di sopra delle leggi valide per tutti gli altri cittadini.

Come già innumerevoli volte abbiamo affermato se non c’è accettazione sociale non c’è futuro per la preziosissima fauna selvatica; senza la fauna e la flora spontanea non c’è biodiversità; senza biodiversità non può esistere la salute per gli ecosistemi e neppure per i singoli organismi, vegetali o animali, compresi gli esseri umani. Da ciò ne consegue che gli esseri umani che dissestano il territorio, inquinano, cacciano la fauna selvatica, riducono gli Habitat, e sconvolgono l’equilibrio ecologico stanno compiendo un suicidio: l’annientamento della biodiversità equivale ad assumere un veleno che uccide in pochi anni. Occorrono prove di questo? Chiunque può consultare la letteratura scientifica o semplicemente andare a vedere cosa accade alla salute umana nei luoghi tristemente noti per un forte livello di inquinanti, e perdita di biodiversità.

In sedi istituzionali, non al bar dove chiunque ha diritto al suo momento di stupidità, ho ascoltato, con comprensibile raccapriccio, rappresentanti di alcune associazioni di categoria affermare che “se all’eliminazione dei lupi non ci pensa l’amministrazione, ci penseremo noi!”. Ovviamente il bracconaggio è un reato grave: incoraggiare/inneggiare al commettere reati è già commettere un reato. Partecipando a numerosi incontri ho ascoltato a volte buoni propositi ma più spesso, purtroppo, frasi sconsiderate da cui si comprende come gli operatori economici siano facilmente preda di mire politiche atte a strumentalizzarne e amplificarne le paure, quando invece andrebbero incoraggiati all’approccio consapevole del privilegio di vivere e lavorare in un territorio ricco di biodiversità.

Le leggi per l’uccisione di lupi e orsi, recentemente approvate dalle province di Trento e Bolzano e impugnate dal Governo, perché incostituzionali, non fanno che incoraggiare alcune persone facendo loro credere che uccidere animali di straordinaria importanza come lupi e orsi sia legittimo. Queste illecite aspettative vanno bloccate sul nascere impedendo rigorosamente qualunque deroga se non quelle già previste, in casi estremi, dalle norme vigenti. Quando le amministrazioni piuttosto di diffondere informazioni scientificamente valide preferiscono rivolgersi alle viscere delle persone (notoriamente poco inclini alle valutazioni etico/scientifiche) invece che alle funzioni nobili dell’animo umano quali la coscienza razionale superiore, si dimostrano inadatti a guidare la comunità.

Illudere le persone che sparando si risolve il problema della convivenza con lupi e orsi, in pratica eliminandoli e non ascoltando, umilmente, chi ha già anni di esperienza in questo senso, non è buona amministrazione. In Lessinia alcuni allevatori sono soddisfatti di vivere in un territorio ricco di biodiversità e la presenza dei lupi diviene un vantaggio in ambito di interesse turistico. Quello che occorre non sono i fucili spianati ma la corretta comunicazione documentata su solide basi scientifiche e il supporto tecnico e puntuale agli allevatori, compresi rapidi e congrui risarcimenti evitando, ovviamente, azioni illecite su predazioni fasulle sempre possibili.

La convivenza tra gli uomini, le loro attività economiche e da diporto e la presenza di animali selvatici, compresi lupi e orsi, è possibile. Gli orsi, i lupi e tutti gli animali selvatici sono i nostri vicini di casa e meritano rispetto. L’umanità non è padrona del mondo ma solo una parte dei suoi abitanti: noi siamo parte della biodiversità. Ci consideriamo Homo Sapiens Sapiens, razionali, colti e intelligenti e sarebbe bello comportarsi di conseguenza!
Recentemente un pastore che aveva dimostrato apprezzamento e orgoglio per il fatto di vivere e lavorare in un territorio che consente la sopravvivenza dei lupi è stato pesantemente minacciato da esponenti della sua stessa categoria! Non c’è alternativa a ciò che diciamo da anni: occorre alfabetizzare la popolazione dal punto di vista scientifico, educare al rispetto della meravigliosa biodiversità che il pianeta vivente ci offre, informare e formare gli operatori economici al corretto uso dei mezzi di difesa del bestiame e delle colture poiché la realizzazione a regola d’arte di tali mezzi di difesa fa crollare le predazioni e i danneggiamenti e ciò accade immancabilmente.

Non è vero che gli animali si riproducono senza fine, nessun animale lo fa, anche in assenza di predatori. La natura ha dei meccanismi perfetti di autoregolazione, è sufficiente consultare un buon testo di zoologia e ignorare le fandonie spacciate dai cacciatori per giustificare la loro stessa esistenza, ormai incomprensibile al 90% della popolazione. I lupi si assestano su un numero che dipende dal territorio e dalle risorse che offre, raggiunto quel numero di gruppi familiari, formati da 6/7 individui in cui solo la coppia dominante si riproduce, essi scacceranno gli eventuali altri lupi intrusi e il numero di famiglie si manterrà stabile. Ciò che si riproduce in modo esponenziale è solo la violenza e le false notizie dell’uomo. Se si lascia aperta la strada alla disinformazione e all’ignoranza non c’è scampo per i lupi, gli orsi, la biodiversità, il pianeta e in definitiva per la salute di noi tutti.

Grazie per l’attenzione
Dott. Caterina Rosa Marino