Minacce alla LAC-il Tar gli nega il porto d’armi per il fucile

25 Agosto 2018-Torino
Aveva inviato la foto di un capriolo ucciso: “Non provate a fermarci o diventerete un trofeo”. I giudici: “Non è affidabile”:

Un Piemontese aveva spedito via mail ad alcuni attivisti della Lega per l’abolizione della caccia l’immagine di un capriolo morto con accanto un fucile e la frase: “Questa è la fine che farete voi protezionisti di merda. La caccia è il piacere dei re e il re dei piaceri, perciò attenti: non provate a fermarci o sarete voi il nostro prossimo trofeo. W Diana, W il Duce”.

Denunciato, le autorità di polizia hanno negato il rilascio della licenza per il porto di fucile a uso caccia. L’uomo ha presentato un ricorso al Tar, a Torino, che è stato respinto.

Il collegio del Tar presieduto da Domenico Giordano ha fatto presente che una licenza per il porto di un fucile “può essere negata anche in assenza di sentenza di condanna per specifici reati connessi al corretto uso delle armi”, perché l’autorità amministrativa, nella sua piena autonomia, in questa materia può “valorizzare vicende e situazioni personali che non assumono rilevanza penale”. In questo caso, in particolare, “la gravità dei fatti addebitati al ricorrente, collocati in un contesto di situazione di conflittualità con le associazioni ambientaliste, hanno ragionevolmente indotto l’amministrazione a vietare la detenzione di qualsiasi arma sulla base di una valutazione di non completa affidabilità”.


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