Neutralizzata gabbia trappola per istrice

Guardie zoofile venatorie LAC denunciano un bracconiere ad Ascoli: usava gabbia trappola per istrice.

Offida, 8 giugno 2018

Ancora un risultato contro il bracconaggio messo a segno dalle guardie zoofile-venatorie volontarie della LAC-Lega Abolizione Caccia. Nei giorni scorsi, scoperta la presenza di una gabbia trappola in un fondo coltivato nel quartiere di Santa Chiara, le guardie LAC hanno potuto constatare che sicuramente un istrice, animale protetto, vi era stato ucciso. Hanno inoltre saputo dell’avvistamento in precedenza di un gatto intrappolato e di cui non si conosce la sorte. L’utilizzo di trappole e congegni per la cattura di animali selvatici costituisce un reato tra i più gravi in campo venatorio, un’attività di bracconaggio che purtroppo non viene messa in atto soltanto dai cacciatori, ma molto spesso anche dagli agricoltori per tutelarsi illegalmente dagli istrici o dalle volpi. Perciò le guardie della LAC si sono attivate riuscendo a dimostrare la responsabilità della condotta illegale e denunciandone l’autore al Comando dei Carabinieri Forestali, che sono immediatamente intervenuti per il sequestro del mezzo vietato.

Gabbia trappola – fotografia LAC Ascoli Piceno

La crudeltà dei soggetti che ricorrono a trappole e lacci, per lo più cacciatori o agricoltori che decidono di violare la legge, raggiunge dei livelli ignobili e deprecabili. L’autore del reato, infatti, si è dimostrato talmente privo di scrupoli e di senso morale, da lasciare per ben sette giorni la trappola senza controllo: qualsiasi animale che vi fosse disgraziatamente finito, sarebbe morto di fame, di paura e in balia del maltempo. Ovviamente le guardie hanno monitorato costantemente la trappola per scongiurare questo pericolo.
Ricordiamo che l’istrice, spesso combattuto con questi mezzi, è un animale protetto e che anche la sola cattura è un reato tra i più gravi previsti dalla legge 157/92. Altrettanto gravi sono i reati che si commettono utilizzando le trappole, cioè caccia con mezzi vietati e per di più in periodo di divieto generale, puniti dalla stessa legge. Ricordiamo anche che, oltre all’uso, sono vietate e punite con 200 € di sanzione, anche la produzione, detenzione e vendita di trappole. Risulta quindi incredibile che questi congegni vengano venduti da qualsiasi negozio o consorzio di agricoltura nell’indifferenza più assoluta e in pieno sprezzo della legalità: solo grazie alla mancanza ormai istituzionalizzata di controlli ciò è possibile nella nostra provincia.

Sabrina Simonetti
delegata responsabile
LAC ASCOLI PICENO