Posted by on 20/03/2018

Respinto il nostro ricorso contro l’ordinanza di rimozione di KJ2, che ha portato all’uccisione della mamma orsa, la scorsa estate

Le associazioni
ANIMAL AMNESTY ONLUSGAIA ANIMALI & AMBIENTELAC – LEGA ABOLIZIONE CACCIA ONLUS,  LIDA – LEGA ITALIANA PER I DIRITTI DELL’ANIMALEOIPA ITALIA – ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI ONLUS, SALVIAMO GLI ORSI DELLA LUNAriunite nel Coordinamento Life for Ursus, contro la PAT, Provincia Autonoma di Trento

Trento 19 03 2018

Con la sentenza del 13 marzo scorso il TRGA di Trento ha rigettato il nostro ricorso contro l’illegittima ordinanza di rimozione della PAT, che la scorsa estate ha portato all’esecuzione dell’orsa KJ2.
Prendiamo atto delle decisioni del Tribunale: è dovuto rispetto alle decisioni dei giudici.

Altrettanto doverosamente, però, non possiamo sottrarci alla necessità di dissentire dalle decisioni adottate.
In prima battuta, il tribunale sostiene che l’uccisione dell’orsa ha fatto venire meno l’interesse delle associazioni a chiedere l’annullamento dell’ordinanza di rimozione. Secondo questo ragionamento l’esecuzione di un atto illegittimo, lo rende legittimo. Facciamo davvero fatica a capire, considerando che l’effetto finale dell’atto illegittimo è stato l’uccisione di una preziosa femmina di animale appartenente a una specie particolarmente protetta a livello nazionale e internazionale.
In questa maniera è data legittimità a qualunque atto perché l’azione illegittima è stata ormai compiuta. Così, paradossalmente, non sarebbe più possibile processare un ladro, perché tanto ormai ha rubato!
In questo caso il capitale naturale, non solo della regione Trentino Alto Adige/Südtirol, è stato derubato e diminuito, ma quello di Italia ed Europa che avevano investito nella conservazione di tale specie fondamentale. Il progetto prevedeva di promuovere il ritorno dell’orso su tutta la fascia montana dalla Slovenia attraverso le Alpi, fino ai Pirenei: uccidendo gli esemplari, specie se femmine, è difficile che tale ritorno possa realizzarsi.
Ci tiene a rammentare il TRGA di Trento che la “giurisdizione amministrativa non si connota peculiarmente quale giurisdizione di accertamento”, non dovrebbe dunque preoccuparsi di accertare se il provvedimento impugnato abbia già prodotto effetti.
Insiste il Tribunale amministrativo di Trento, sostenendo che è “…meramente ipotetica la ripetizione dell’esercizio del potere da parte dell’amministrazione nei medesimi termini e in relazione ai medesimi presupposti di fatto che stanno alla base del provvedimento ora impugnato”. E’ invece noto che il Presidente della PAT ha sbandierato ai quattro venti che proprio il metodo, a nostro parere illegittimo, adottato per uccidere KJ2 sarà la regola contro tutti gli orsi che avranno la sfortuna di farsi vedere in Trentino.
E’ comunque entrato nel merito, il giudice amministrativo, per rilevare che poiché la Provincia aveva dichiarato la pericolosità dell’orsa era pienamente legittimata a procedere all’esecuzione.
Appare chiara la carenza di istruttoria: la pericolosità dell’orsa non è mai stata accertata. Solamente dichiarata, da chi aveva interesse a ucciderla, e con numerose contraddizioni.
L’orsa KJ2 era inseguita da un’ordinanza di rimozione risalente al 2015, accusata di aver attaccato e ferito Wladimir Molinari. L’identità vera dell’animale che ha ferito il povero signor Molinari non risulta sia mai stata accertata, semplicemente scaricata su KJ2 che frequentava l’area dell’attacco.
L’ordinanza del 2015, illegittima, non è mai stata eseguita perché non è stato possibile catturare l’orsa poiché “schiva ed elusiva”, dichiarazione reiterata dall’assessore alla caccia Michele Dallapiccola, ovvero tutto il contrario di confidente e pericolosa.
Nel caso specifico dell’attacco al pensionato accompagnato dal cane, nell’estate scorsa, la stessa Provincia ha dichiarato che l’orsa ha reagito in maniera del tutto regolare, in accordo con le caratteristiche etologiche della sua specie, a un attacco: il pensionato, spaventato per la vicinanza dell’orsa, è riuscito a sferrarle una bastonata. In questo modo ha scatenato l’attacco che, è bene sottolinearlo, aveva solo carattere difensivo e si è risolto con ferite non gravi al pensionato e la fuga dell’orsa. E’ stato il responsabile del settore grandi carnivori della Provincia che ha dichiarato pubblicamente, alla radio nazionale, come corretto il comportamento di mamma orsa. Il TAR di Trento ha, però, bollato come irrilevante questa presa di posizione pubblica dell’amministrazione che ha deciso, senza necessità, l’uccisione di un’orsa.
La PAT non ha rispettato le proprie stesse regole in materia di gestione degli orsi, ma il Tribunale sostiene che è tutto regolare: ne prendiamo atto doverosamente, ma restiamo nella convinzione che l’esecuzione di KJ2 è scaturita da un’ordinanza illegittima.
Siamo anche persuasi che è necessario elevare le tutele per gli orsi e i grandi predatori in generale: non è possibile lasciare nelle mani di amministrazioni, come quella trentina, a nostro avviso politicamente miopi e culturalmente arretrate, la gestione di preziosi animali, indispensabili per l’equilibrio naturale, il mantenimento della salubrità dell’ambiente e la sopravvivenza, infine, anche della specie umana.
E’ a livello politico che si può recuperare serietà e senso della misura nella gestione degli orsi e non cesseremo la nostra azione di tutela, adottando tutte le iniziative necessarie a raggiungere l’obiettivo.

Grazie per l’attenzione

Coordinamento Life for Ursus