Posted by on 24/07/2017

Attacco d’orso in Trentino fra i laghi di Lamar e Terlago

L’incidente del 22 luglio ha scatenato la solita reazione inadeguata della Giunta Provinciale che, come previsto, ha annunciato un’ordinanza per la rimozione di un orso sconosciuto.
Siamo pronti a impugnare l’ordinanza di rimozione. E’ mancato l’approccio culturale e ha prevalso e continua a prevalere la reazione viscerale, cieca e impulsiva.
In ogni zona del mondo frequentata da orsi si raccomanda di non coglierli di sorpresa, di non avere cani al seguito, e di non correre né a piedi né, tantomeno, in bicicletta. Esprimiamo il nostro grande dispiacere per l’accaduto, auguriamo pronta guarigione al ferito, e ribadiamo che il problema non sono gli orsi ma la scarsità di informazioni: piombare all’improvviso a ridosso di orsi, specie se femmine con cuccioli al seguito, non è salutare e neppure il comportamento più opportuno, ma bisognerebbe esserne tutti informati!
Occorre, per il bene di tutti, che gli umani diano agli animali il tempo di ascoltare i rumori prodotti camminando. Non occorre suonare la tromba, basta il tintinnio di un campanello o di un mazzo di chiavi o, semplicemente, parlare, canticchiare, fischiettare. Se l’orso, così come qualunque altro animale selvatico, percepirà il rumore e l’odore dell’uomo, non ci sarà alcun contatto, perché l’animale fuggirà molto prima. Non è complicato produrre rumore camminando, non si chiede l’impossibile!
L’ORSO CI TEME E PREFERISCE EVITARCI. Consentire l’uso di biciclette, di correre o di condurre cani in zone frequentate da orsi significa assumersi la responsabilità di scontri/incontri con gli orsi che, presi di sorpresa e senza possibilità di fuggire, attuano comportamenti di difesa che possono apparire e talvolta diventare aggressivi. I programmi per la sopravvivenza dei grandi animali non possono avere successo se manca l’accettazione sociale del progetto. Significa che le persone comuni, e non solo scienziati, ambientalisti e animalisti, devono essere ampiamente informate sul vantaggio di avere, vitale e in buona salute, una cosiddetta “specie ombrello”, quali sono orsi, lupi e linci, a proteggere a cascata la salute di tutto l’ambiente e di tutti gli altri animali, uomo compreso.
I vantaggi di vivere in un ambiente sano oltre che per la salute, e per il mantenimento della biodiversità, possono essere anche economici per l’indotto del turismo eco consapevole e della presenza di naturalisti, fotografi e documentaristi. L’errore della PAT è stato anche non aver creato un vivaio di studiosi: biologi, naturalisti, esperti della comunicazione, antropologi culturali, zoologi, etologi, etc. in grado di dialogare alla pari con altri esperti nel mondo e di far esprimere al progetto e alla presenza di un animale totemico come l’orso, tutte le sue molteplici potenzialità.
Mai cogliere di sorpresa un orso! I cani, anche se legati al guinzaglio, sono percepiti come predatori e quindi scatenano la reazione dell’orso. La maggior parte di incidenti con gli orsi vedono coinvolte cacciatori o persone accompagnate da cani. Gli orsi e gli altri animali selvatici dovrebbero avere aree selvatiche di rispetto in cui essere lasciati in pace, specie se si tratta di femmine con cucciolate che tentano disperatamente di proteggere. Le persone che si inoltrano in queste aree si assumono la responsabilità di ciò che può accadere: una frana di sassi potrebbe ucciderli, potrebbero cadere in un dirupo, essere colpiti da fulmini, o caricati da una mucca. Conoscere e rispettare i rischi e le regole con cui si affrontano le escursioni in montagna è indispensabile. In tanti anni molto lavoro di FORMAZIONE e INFORMAZIONE avrebbe potuto essere svolto sia per i residenti sia per i turisti; sia per gli adulti sia per gli studenti grandi e piccoli. Invece ben poco è stato fatto lasciando che il patrimonio iniziale di simpatia per l’orso andasse disperso per cavalcare i mal di pancia di certa politica che fa presa sui bassi istinti e non sulla razionalità delle persone.
In questo tipo di progetti l’alfabetizzazione della popolazione dev’essere tra le prime voci di spesa, perché è fondamentale per l’accettazione sociale. Dopo anni di insistenti richieste finalmente è possibile incontrare dei cartelli informativi in aree in cui sono presenti gli orsi e qualche opuscolo è stato redatto: BENE! Ma non basta inserire informazioni sul corretto modo di comportarsi in aree frequentate da orsi sul sito della PAT: non tutti “navigano” in rete e, se lo fanno, possono, legittimamente, disinteressarsi del sito della PAT. Le informazioni vanno proposte e insegnate anche a chi non se ne interessa: chiunque dovrebbe poterle trovare sotto forma di dépliant; cartelli; libretti esplicativi; documentari attendibili; filmati brevi come videoclip oppure più articolati; corsi tradizionali; escursioni; esercitazioni pratiche; informazioni per tutti i gusti, per tutti gli idiomi, per tutte le età e capacità. Perché non è mai arrivato per posta un opuscolo dedicato a ogni residente in Trentino? Come mai i turisti non trovano, nella camera dell’hotel in cui soggiornano, sul cuscino, insieme al cioccolatino, anche un opuscolo sugli orsi?
A questo punto, a più di un ventennio dagli esordi di “Life Ursus”, ormai anche i sassi dovrebbero conoscere a perfezione tali raccomandazioni.
Invece a ogni nuova primavera siamo all’anno zero.

Dott. Caterina Rosa Marino
Delegata responsabile LAC
Sezione Trentino Alto Adige/Südtirol