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Contatti

LEGA ABOLIZIONE CACCIA

Richiami vivi - Racconti e Poesie

Giovedì 18 settembre, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati è tenutauna conferenza stampa organizzata dalla Lega per l’Abolizione della Caccia sul tema degli uccelli usati come richiamo vivo dai cacciatori.

In occasione dell’apertura della stagione venatoria 2014-2015, l’associazione ha fatto il punto sulla controversa questione: la pratica dei richiami vivi, catturati negli impianti di uccellagione e ceduti ai cacciatori capannisti per fare da esca vivente agli uccelli migratori, è proibita in Europa in quanto lo strumento di cattura, la rete, non è selettivo; i rigidi controlli richiesti dalla Direttiva UE non sono applicati.

Durante la conferenza stampa si è altresì tenuta la premiazione dei vincitori di “Liberi di Volare”, un Concorso di poesia e prosa indetto dalla Lega Abolizione Caccia proprio sul tema dei richiami vivi, e la presentazione del volumetto ad esso dedicato.

Abolizione dell'art. 842 del Codice Civile

L’eliminazione dell’articolo 842 del Codice Civile, che permette ai soli cacciatori di entrare nella proprietà privata altrui, è un obiettivo “storico” per la LAC, che ha promosso un referendum per abrogarlo e più recentemente. La legge prevede che il conduttore che desideri escludere il suo fondo dalla programmazione venatoria senza doverlo recintare, possa farlo secondo precise modalità e tempi previsti dalle Regioni di appartenenza. Questo iter si rivela complesso e non privo di difficoltà per i proprietari di fondi, e spesso la domanda alla fine viene respinta dalla Provincia con motivazioni che fanno pensare a una eccessiva attenzione alle richieste del mondo venatorio, più che a quello dei proprietari dei terreni.
Bisogna considerare i gravi danni causati dall’ingresso di squadre di cacciatori impegnati, ad esempio, in una battuta al cinghiale, dei loro fuoristrada, delle mute del loro cani, per non parlare dell’uso delle armi troppo vicino alle case che costituisce un pericolo reale per persone e animali domestici purtroppo documentato quotidianamente dai giornali.
Per tutti questi motivi, la Lega per l’abolizione della caccia ha scelto di rivolgersi direttamente ai proprietari dei terreni e ai loro conduttori che vogliano far valere il proprio sacrosanto diritto a proteggere la loro proprietà privata dai cacciatori, offrendo gratuitamente informazione e assistenza per compilare la domanda di esclusione del fondo dall’attività venatoria, e assistenza legale nel caso sia necessario fare ricorso.
Se tu hai un terreno e lo vuoi vietare alla caccia, contattaci scrivendo a Info LAC

Cacciate i soldi

  • Un terreno senza cacciatori

L'articolo 15, comma 1, della Legge 157/92 impone il pagamento di una somma a tutti i proprietari e conduttori di fondi che sono utilizzati per l’esercizio venatorio.

In pratica, i proprietari di terreni compresi nel Territorio agro-silvo-pastorale (TASPdevono essere pagati.

Abbiamo predisposto il modulo al fine di richiedere il compenso per avere avuto i propri terreni inclusi nel territorio-agro-silvo-pastorale dove è ammessa la caccia:

Decorso il termine entro il quale la Regione (o la Provincia) dovrebbe pagare il contributo, si potrà agire in giudizio affinché il Tribunale determini l’entità del contributo/indennizzo dovuto e condanni l’Ente pubblico al pagamento del capitale (contributi dovuti), oltre agli interessi legali maturati.

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Contatti

LEGA ABOLIZIONE CACCIA

Strillozzo - Primavera 2014

CONCORSO LIBERI DI VOLARE: I Vincitori

ASSEMBLEA ANNUALE SOCI 2014: Bologna 15 Giugno 2014

GIURISRUDENZA: Ricorsi in Liguria, Marche, Puglia, Veneto

ANTIBRACCONAGGIO: Campo di Ponza 2014

NOCIVOSARAITU: Lupi, Nutrie e Volpi

ESTERO: Vietata la caccia in Albania

Il 5x1000 alla LAC

5x1000 alla LAC

Il 5x1000 alla LAC

Anche per quest'anno e' prevista la possibilità per il contribuente di destinare una quota pari al cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche; tale scelta non determina maggiori imposte da pagare ma è solo un’indicazione allo Stato di come destinare il 5 per mille delle nostre imposte. Ciascuno ha quindi l’opportunità di fare una piccola donazione a favore della nostra associazione che, come sapete, si è sempre battuta per difendere gli ani mali e l’ambiente da cacciatori, bracconieri, inquinatori, politici conniventi, commercianti di specie protette, senza ricevere alcun contributo dallo Stato.

Gennaio 2014

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

I cormorani sono uccelli acquatici che si nutrono di pesci. Sono piuttosto grossi, e perciò mangiano ogni giorno una quantità abbastanza notevole di pesce, non poi così tanto però, il 10/20% del loro peso corporeo (circa 400 gr) per lo più di dimensioni e specie che non interessano ai consumatori umani. Sappiamo che in Italia il pesce è desiderato anche dai pescatori umani, sia professionali che “sportivi”, quei buontemponi che trascorrono ore seduti sulle sponde cementate di squallidi laghetti artificiali e canali inquinati parlando di recupero del contatto con la Natura attraverso la cattura di esseri viventi che poi... [continua a leggere]

Febbraio 2014

Coppia di caprioli (Capreolus capreolus)

Il capriolo è il più piccolo dei cervidi viventi in Italia. Il colore del mantello è rossiccio nella bella stagione e grigio-bruno nel periodo invernale, con una caratteristica macchia bianca sotto la minuscola coda, a forma di rene nel maschio e di cuore nella femmina. Il maschio ha un palco con tre punte, che cade con la muta autunnale. In Italia si trova su tutto l’arco alpino centro-orientale, Lombardia compresa, mentre è più discontinuo in Piemonte e Val d’Aosta. E’ abbastanza comune lungo la dorsale appenninica tosco-emiliana, e presente in gruppi isolati nelle Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, e in alcune zone... [continua a leggere]

 

 

Marzo 2014

Cinghiale (Sus scrofa)

Recenti studi scientifici condotti in Francia e in Germania su gruppi di cinghiali residenti in regioni con diverse densità di cacciatori, hanno evidenziato che la fertilità dei cinghiali è notevolmente più alta quando sono sottoposti a pressione venatoria elevata. Infatti, poiché la caccia ha luogo soprattutto in autunno ed in inverno, se in un territorio vengono uccisi molti animali, i sopravvissuti avranno una maggior disponibilità di cibo. Gli animali meglio nutriti si riproducono più presto in primavera e hanno una discendenza più numerosa. I cinghiali hanno una struttura sociale molto sensibile... [continua a leggere]

Aprile 2014

Nutria (Myocastor coypus)

La nutria, come ogni animale selvatico, si autoregola in condizioni naturali e ucciderle porta ad un aumento della fecondità per rimpiazzare i vuoti creati. Un controllo veramente efficace della nutria dovrebbe partire dalla rinaturalizzazione delle sponde dei canali ricreando l’apparato radicale complesso di alberi e cespugli che forma un argine naturale, servendosi di reti interrate che compattino il terreno. Sono in atto sperimentazioni in questo senso in alcuni comuni veneti. Esiste anche, nel Milanese, un progetto sperimentale di sterilizzazione chirurgica, nell’ipotesi che individui riproduttori sterilizzati... [Continua a leggere]

Maggio 2014

Volpe (Vulpes vulpes)

La colpa della volpe è di essere un concorrente del cacciatore. La volpe preda specie di interesse venatorio, fagiani conigli e lepri soprattutto, approfittando del fatto che gli animali rilasciati in occasione dei ripopolamenti per la caccia, non hanno un grado di selvaticità tale da essere in grado di sfuggire ai predatori (volpi o cacciatori che siano). L’areale della volpe è vastissimo: in Italia è presente ovunque; frequenta gli ambienti più diversi, preferendo le fasce lungo i fiumi, ma anche i boschi di latifoglie e i pascoli di montagna ad altitudini medio-basse. Benché sia cacciabile già nei cinque mesi... [Continua a leggere]

Giugno 2014

Ghiandaia (Garrulus glandarius)

L’elegante ghiandaia, dalle inconfondibili penne azzurre delle ali e i baffi neri, è specie cacciabile nella normale stagione venatoria e nelle preaperture dei primi di settembre; è accusata di supposti danni all’agricoltura. Nella fertile Pianura Padana, i frutteti del Modenese e del Bolognese lamentano i danni ad opera di ghiandaie, gazze e storni, che pare prediligano albicocche, pesche, mele e pere. In Val d’Aosta un’associazione di agricoltori ha proposto una cassetta di mele in regalo ai cacciatori per ogni ghiandaia uccisa…spererebbero in una deroga per cacciarla anche in... [Continua a leggere]

Luglio 2014

Piccione (Columba livia)

Come qualsiasi altro abitante delle nostre città, il piccione ci accompagna in molti dei nostri momenti, ma anni di falsi luoghi comuni lo fanno sembrare un problema. Un problema che gli amministratori locali decidono di risolvere quasi sempre in maniera violenta anche a causa della legislazione corrente che fino a pochi anni fa non li proteggeva in modo chiaro. Grazie a una recente interrogazione di Andrea Zanoni, eurodeputato, alla Commissione europea, per chiedere l’interpretazione della Direttiva uccelli 2009/147/CE, si è risolta la diatriba scientifica e giuridica che li riguarda... [Continua a leggere]

Agosto 2014

Cornacchia grigia (Corvus corone cornix)

La cornacchia grigia, molto diffusa nelle campagne, è una specie cacciabile, ma subisce anche i piani di controllo regionali: in pratica la si caccia tutto l’anno. Come preda, ai cacciatori non interessa particolarmente, ma viene considerata un concorrente perché approfitta dei ripopolamenti fatti dai cacciatori: in pratica, la cornacchia si nutre delle uova e delle nidiate dei fagiani e dei piccoli delle lepri che ogni anno vengono immessi in Natura per poi cacciarli. E’ accusata anche di danni alle colture agricole, in particolare al mais. Le squadre incaricate del controllo sono costituite da guardie provinciali, ma... [Continua a leggere]

Settembre 2014

Branco di cervi (Cervus elaphus)

Alla ribalta delle cronache per le recenti polemiche in Regione Veneto, dopo la decisione di sospendere la caccia ai cervi in sovrannumero nella Foresta del Cansiglio, il Cervo resta comunque un animale “problematico”. Accusato di moltiplicarsi eccessivamente nelle foreste plurisecolari quali appunto il Cansiglio e nel parco dello Stelvio, e di cibarsi dei virgulti di faggio e delle cortecce degli alberi, questo maestoso animale di dimensioni notevoli (i maschi adulti arrivano a due metri e mezzo di lunghezza e un metro e venti al garrese) è il più grosso erbivoro della fauna italiana. I palchi, presenti solo nei maschi... [Continua a leggere]

Ottobre 2014

Orso bruno (Ursus arctos)

La foto, di Francesco Mongioì, ritrae l’orso attualmente ospitato nel recinto di San Romedio (TN), famoso per essere stato a lungo la residenza contestatissima dell’orsa Jurka, ora al Centro Faunistico del Casteller. L’orso proviene da una detenzione illegale in una gabbia a Palestrina, ma la situazione attuale, benché indubbiamente migliore della precedente, non è certo l’ideale. nel 1996 ha preso avvio il progetto Life Ursus, finanziato dall’Unione europea, promosso dal Parco Adamello-Brenta in collaborazione con la Provincia di Trento e l’Ispra. Il progetto mirava... [Continua a leggere]

Novembre 2014

Storno (Sturnus vulgaris)

Quando si pensa agli storni vengono in mente le spettacolari evoluzioni dei loro voli di gruppo, che ricordano quelle dei branchi di pesci quando cercano di sfuggire ai predatori, confondendoli con improvvise virate. Stormi di centinaia di storni infatti disegnano nei cieli autunnali delle nostre città forme straordinarie in velocissimo movimento, una danza rituale prima di scegliere il posto dove passare la notte. Uccelli molto adattabili, hanno da tempo colonizzato le città per passarvi le notti fredde d’inverno, mentre di giorno si spostano nei campi o nei parchi cittadini in cerca di cibo. I dormitori... [Continua a leggere]

Dicembre 2014

Gabbiano reale (Larus michaellis)

Alcuni casi recenti hanno portato alla ribalta un “problema” inaspettato: i gabbiani. A Savona politici di ogni colore si sono messi d’accordo sull’unico punto in comune: l’individuazione del Gabbiano reale come il capro espiatorio della città, e solo i messaggi indignati di centinaia di cittadini li hanno fatti recedere. Il gabbiano è sorvegliato speciale anche in provincia di Cesena, dove è in atto un piano di contenimento che consiste nella possibilità di rimuovere i nidi di gabbiano e il loro contenuto. In teoria, è possibile rimuovere il nido solo se le uova sono state appena deposte, ma chissà. Anche a Trieste... . [Continua a leggere]

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