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di Ingeborg Polaschek
traduzione dal tedesco di Camilla Codari
4° edizione, riveduta e ampliata - Estate 1996.
Riproduzione permessa e gradita
Rimanete calmi, ma agite in modo rapido e deciso.
Somministrate al Rondone un paio di gocce d’acqua, spalmandole sul margine del becco con il dito.
Controllate lo stato di nutrizione del Rondone, pesandolo su un pesalettere o su una bilancia da cucina abbastanza precisa. Regola indicativa: nidiaceo coperto di piumino inferiore ai 30 g = debilitato! Ogni 10-15 minuti somministrate qualche goccia di soluzione isotonica (durante l’operazione non posizionate il paziente sul dorso!). Fate attenzione nell’aprire il becco dell’animale: si potrebbe rompere molto facilmente! Attenzione: di solito il Rondone non apre il becco spontaneamente!
Traumi o ferite? Rivolgetevi subito a un veterinario esperto nella cura dei volatili! Per il trasporto evitate le gabbie, utilizzate invece una scatola di cartone!
Mettete l’animale in una vaschetta di plastica rivestita con della carta da cucina tipo scottex. Per riscaldare gli uccelli infreddoliti è opportuno usare una lampada termica (37°C circa, non utilizzate lampade a raggi ultravioletti). Teneteli in un luogo tranquillo e in penombra.
Mandate parenti e amici alla ricerca di mosche e ragni (consideratela una dimostrazione di vera amicizia).
Procuratevi del cibo esclusivamente a base di insetti in un negozio per animali [NDR: QUESTI CIBI NON SONO DISPONIBILI IN ITALIA]. Nutrite il Rondone usando una pinzetta non appuntita. All’inizio offrite all’animale il cibo il piccolissime quantità: controllate se il paziente deglutisce e produce escrementi.
Di importanza fondamentale: somministrate il prima possibile del cibo specifico (insetti e ragni)! NDR: USATE CARNE TRITA, OMOGENEIZZATO DI CARNE, CAMOLE DEL MIELE REPERIBILI PRESSO GLI APICULTORI
((!) Queste norme sono utili per il primo soccorso ai Rondoni adulti e ai pulli; in seguito troverete informazioni più dettagliate e suggerimenti riguardo all’allevamento dei pulcini di Rondone.
Nella tarda primavera e in estate i Rondoni a caccia di insetti, con i loro voli saettanti a rapidi volteggi e virate e con il loro caratteristico gridìo, sono una presenza familiare nelle nostre città.

I Rondoni, uccelli gregari molto abili nel volo, vengono spesso scambiati per delle Rondini, nonostante il loro corpo sia più grande e più sottile. Non sono parenti della Rondine, né degli uccelli canori; appartengono invece a un particolare ordine tropicale, quello degli Apodiformi (Apodiformes), che comprende circa 85 - 90 specie. Gli uccelli a loro più affini sono quelli dell’ordine del Colibrì.
In Europa sono molto diffusi il Rondone comune (Apus apus), il Rondone alpino (Tachymarptis melba) bianco e nero e il Rondone pallido (Apus pallidus) di colorito bruno. Tutti e tre sono uccelli migratori. In Italia nidifica soprattutto il Rondone comune. Lo si può vedere volare principalmente sopra le città e i villaggi più grandi, dove ha imparato a convivere perfettamente con la presenza dell’uomo e a costruire il proprio nido sotto i tetti degli edifici.
Questa creatura affascinante dagli occhi scuri e misteriosi e dalle ali sottili e falcate dorme e trascorre gran parte della sua vita in volo. Fra tutte le specie di uccelli esistenti sulla terra, il Rondone è quella maggiormente adatta alla vita aerea grazie alla perfezione della struttura del suo corpo. Inoltre, per un uccello delle sue dimensioni, è sorprendentemente longevo: il Rondone più anziano mai osservato aveva 21 anni.
L’alta specializzazione nasconde però anche dei pericoli: il più grande nemico di questi abili volatori è il tempo freddo, umido e piovoso, poiché vengono a mancare gli insetti di cui si nutrono in volo. Periodi di brutto tempo possono provocare gravi perdite nella popolazione dei Rondoni e può quindi succedere di trovare a terra Rondoni adulti debilitati che possono essere salvati, solo se tenuti in un ambiente riscaldato e se nutriti con insetti. In questi periodi gli automobilisti dovrebbero prestare particolare attenzione: i Rondoni, ma anche le Rondini, sono spesso in cerca di cibo sulle carreggiate delle strade, soprattutto in vicinanza dei fiumi, e molti diventano quindi vittime del traffico.
Alla fine di aprile i Rondoni lasciano i quartieri di svernamento africani per nidificare e allevare i loro piccoli qui da noi, prima di riiniziare il loro lungo viaggio all’inizio di agosto. I piccoli troveranno la loro strada da soli e non viaggeranno seguendo i genitori, dato che dal momento del loro involo diventano completamente indipendenti.
I Rondoni costruiscono il loro nido soprattutto nelle cavità irraggiungibili nascoste sotto i cornicioni, i falsi puntoni di vecchi edifici a più piani, nelle nicchie o nelle cavità dei muri di sostegno, dei castelli e degli edifici fatiscenti. I Rondoni nidificano per lo più in colonie. Ogni coppia presidia una cavità adibita a nido, separata dalle altre e dotata di ingresso "privato". I nidi vengono riutilizzati di anno in anno. A causa delle sempre più numerose ristrutturazioni e della costruzione di nuovi edifici, i nidi ereditati vengono distrutti senza creare nuovi spazi nei quali gli uccelli possano nidificare. A lungo andare questa potrebbe rivelarsi una tendenza pericolosa. I Rondoni sono spesso costretti ad accontentarsi di luoghi che non offrono sufficiente riparo dal caldo e dal freddo e che spesso si dimostrano fatali per l’intera nidiata.
In particolare nelle estati molto calde succede che i pulli di Rondone alla ricerca di refrigerio si spingano fin sull’apertura del nido e che cadano giù. Anche le insistenti richieste di cibo in prossimità dell’apertura del nido possono portare alla caduta dei pulcini. Può succedere, inoltre, che uno o entrambi i genitori muoiano a causa di un incidente. I nidiacei completamente coperti di piumino, spinti dalla fame, osano un involo prematuro. Questo fenomeno è particolarmente comune a partire da metà giugno. Prima di metà luglio i nidiacei di Rondone non sono ancora in grado di volare.
(!) Molti altri nidiacei, per esempio i Merli, che lasciano il nido molto presto non abbandonano completamente i genitori e spesso, a causa delle loro richieste di contatto e di cibo, vengono scambiati per pulcini abbandonati e vengono quindi raccolti da animalisti premurosi. Senza l’intervento dell’uomo i nidiacei di Rondone trovati per terra sarebbero però destinati a morte sicura.
I Rondoni non nutrono mai i nidiacei al di fuori del nido.
In questo caso l’intervento dell’uomo è giustificato e necessario!
Nella maggior parte dei casi è impossibile rimettere nel nido i pulcini caduti. Complicate operazioni richiedenti l’intervento dei vigili del fuoco e l’utilizzo di scale si rivelerebbero non solo rischiose, ma anche inutili: di norma poco dopo il pulcino cadrebbe nuovamente al suolo per gli stessi motivi che hanno causato la prima caduta e il pericolo di ferirsi nel cadere da un’altezza maggiore sarebbe raddoppiato.
Rondoni adulti (maschi e femmine): piumaggio di colorito bruno-nerofumo con riflessi bronzati; penne timoniere e penne maestre di colore marrone scuro; macchia biancastra sulla gola.
Nidiacei di Rondone: piumaggio più scuro e con meno riflessi; marginature chiare a tutte le piume, evidenti soprattutto sulle penne ascellari, sulle copritrici alari e su quelle più lunghe; la macchia biancastra, più larga sulla fronte, conferisce all’animale un aspetto squamato; gola biancastra; caratteristici sono i "baffetti" bianchi compresi fra le narici e la mascella superiore.

(!) Prima di essere soccorsi, i nidiacei di Rondone caduti dal nido spesso rimangono a terra per ore o giorni addirittura, affamati, assetati e forse anche feriti. Il soccorritore deve tenere presente che potrebbero insorgere complicazioni e dovrebbe avere sotto mano l’indirizzo di un veterinario specializzato nella cura dei volatili!
1. Fratture ossee: Se il veterinario specializzato ritiene possibile una completa riabilitazione e se la frattura viene immobilizzata a regola d’arte, l’uccello, in seguito alla rimozione della fasciatura, deve essere sottoposto ad allenamento intensivo per 8 - 10 giorni al fine di rinforzare la muscolatura. Per riabituare i muscoli, allenatelo ogni giorno ad arrampicarsi su una tenda oppure, in uno spazio molto ampio, tenetelo nel palmo della mano e dategli una piccola spinta verso l’alto in modo che riesca a prendere il volo per posarsi poi nuovamente sulla tenda. È consigliabile, inoltre, prestare particolare attenzione a che il Rondone, uccello in grado di raggiungere velocità elevate anche in brevi tratti, durante l’allenamento non urti contro mobili o suppellettili e si ferisca. È perciò necessario eliminare ogni fonte di pericolo e imbottire in modo adeguato gli spigoli dei mobili.
Se immobilizzata dal veterinario, una zampa fratturata guarisce solitamente senza complicazioni. Nel caso di una frattura composta di una zampa o di un dito ancora attaccato solo per i tendini e la pelle, il veterinario deve procedere all’amputazione dell’arto. I Rondoni possono vivere anche con una zampa sola. La rottura del becco richiede molta cautela e attenzione nel nutrire l’animale
(vedi capitolo Come nutrire i Rondoni).
2. Lesioni interne: se nonostante tutti gli sforzi l’uccello diventa sempre più spossato e debole, è possibile supporre che vi siano emorragie interne, una lacerazione del fegato per esempio. In questo caso non ci sono molte speranze purtroppo. Può succedere che l’animale, a causa di emorragie interne, muoia anche qualche giorno dopo essere stato ritrovato.
3. Ferite esterne e imbrattamento: portate immediatamente l’animale ferito da un veterinario specializzato che, soprattutto nel caso di ferite più profonde, potrà intervenire suturando la ferita e prescrivendo gli antibiotici necessari. Non è necessario applicare fasciature; evitate inoltre cerotti e pomate lubrificanti perché potrebbero rovinare il piumaggio del volatile. Nel caso in cui le ferite riportate dal Rondone siano state causate da gatti, gli artigli del felino provocano ferite sottili e altamente infettive, mentre i loro morsi, in genere, nel giro di pochi giorni causano la morte dell’uccello. È ragionevole supporre che attraverso la saliva del gatto vengano immessi nel circolo sanguigno del Rondone delle Pasteurelle, agenti patogeni di origine batterica che provocano infezioni che, dopo un iniziale miglioramento, portano alla morte dell’uccello, essendo quest’ultimo molto vulnerabile a tali agenti patogeni [NDR: E’ NECESSARIA QUINDI UNA CURA ANTIBIOTICA CONSIGLIATA DA UN VETERINARIO SPECIALIZZATO]. Anche nel caso di penne imbrattate o incollate a causa della fuliggine o della vernice, è necessario rivolgersi a un veterinario esperto nella cura dei volatili. Non fate assolutamente esperimenti con solventi corrosivi, sapone, shampoo, acqua calda e simili! In questo modo eliminereste il grasso naturale del piumaggio, così che al prossimo acquazzone il Rondone cadrebbe al suolo come un sasso.
4. Stato di shock, commozione cerebrale e paralisi dovuta a lesioni alla spina dorsale (sintomi di quest’ultima: zampe deboli, artigli completamente immobili) possono essere causati dalla caduta dal nido e dall’impatto al suolo, e possono interessare anche i Rondoni adulti. L’uccello giace in modo apatico, con gli occhi chiusi e il piumaggio arruffato.
Lasciate il Rondone per un paio d’ore in una scatola da scarpe in un luogo tranquillo e riscaldato. Successivamente è consigliabile curare il paziente con un complesso a base di vitamina B (iniezioni); contattate perciò un veterinario esperto nella cura dei volatili!
5. Uccelli disidratati e denutriti: somministrate subito qualche goccia d’acqua, in quanto il Rondone trovato potrebbe essere rimasto senza cibo o persino sotto il sole per lungo tempo. Successivamente pesate l’animale e, seguendo i parametri e le illustrazioni riportati nei capitoli "Come controllare il peso" e "Come determinare l’età", confrontate il peso effettivo con quello ottimale nell’età corrispondente. Controllate poi il ventre dell’animale: se la carena dello sterno sporge in modo evidente, l’uccello è molto denutrito.
Attraverso un’attenta palpazione controllate regolarmente se il ventre del pulcino è pieno, ma ancora morbido ed elastico. Un ventre rotondo come una biglia e molto evidenziato è un campanello d’allarme (in questo caso sospendete immediatamente l’alimentazione, somministrate solo dei liquidi e richiedete l’intervento di un veterinario specializzato!)
Un pulcino in avanzato stato di denutrizione può essere salvato, se esiste ancora una speranza, solo somministrandogli ogni mezz’ore piccole dosi di cibo facilmente digeribile, ed esponendolo al calore prodotto da una lampada (vedi sotto).
(!) Questi casi gravi devono essere assistiti e controllati durante tutta la notte. Solo quando le condizioni del paziente si saranno stabilizzate, quando cioè sarà in grado di digerire e perciò di produrre escrementi, e quando il suo peso aumenterà lentamente ma in modo regolare, allora gli intervalli di somministrazione del cibo potranno essere prolungati a un’ora.
6. Infestazione parassitaria e malattie: i Rondoni vengono spesso infestati da Mallofagi, Acari e in particolare dalle mosche cavalline (Crataerina pallida) che ne succhiano il sangue. Talvolta questi cosiddetti ectoparassiti sono presenti in misura così massiccia da indebolire un pulcino di Rondone sino a provocarne la morte. Le mosche cavalline somigliano lontanamente a una mosca domestica, ma hanno ali regredite e zampe con le quali si attaccano anche alla pelle dell’uomo e ne succhiano il sangue. Spesso possono infestare anche l’uomo ed è quasi impossibile schiacciarle a causa della dura corazza.
Gli ectoparassiti del Rondone non sono pericolosi per l’uomo, tutt’al più possono rappresentare una presenza sgradevole. Dovete assolutamente spruzzare nel contenitore in cui tenete l’animale dello spray insetticida specifico e innocuo per gli uccelli reperibile nei negozi per animali, facendo però attenzione a non coinvolgere gli occhi e il becco.
Le conoscenze riguardo alle malattie dei Rondoni sono piuttosto scarse. I sintomi (anche per le intossicazioni) sono per esempio apatia, insufficienza respiratoria, paralisi, piumaggio arruffato, mucose molto pallide, giallastre o bluastre, depositi nella faringe, piumaggio imbrattato sotto la coda, feci diarroiche.
Fate visitare l’uccello trovato da un veterinario specializzato nella cura di volatili domestici e selvatici e richiedete inoltre un brushing della faringe e un’analisi delle feci. In questo modo è possibile individuare eventuali germi patogeni e vermi, e curare quindi il paziente in modo tempestivo.
La letargia da fame (Torpidità) non può essere considerata una malattia. I nidiacei più grandi e già ricoperti di penne sopravvivono a lunghi periodi di maltempo anche in assenza di cibo, riducendo al minimo le funzioni vitali. Prosciugano le riserve di grasso e perdono rapidamente peso.
L’esperienza ha dimostrato che questi uccelli, se il loro peso non è inferiore ai 20 g, possono essere salvati solo se nutriti correttamente e se posti in un ambiente caldo (vedi sopra).

Dove? In una vaschetta di plastica o in una scatola di cartone con le pareti alte e lisce, in quanto già da piccoli i nidiacei di Rondone sono molto abili nell’arrampicarsi e, se messi in una cesta di vimini o di legno, riuscirebbero facilmente a fuggire. Questi volatili non devono mai essere tenuti in gabbia o dietro una rete! In questo modo l’animale danneggerebbe il proprio piumaggio e per lui non ci sarebbero più speranze.
Il contenitore dovrebbe avere una base di almeno 30 o 40 cm in modo da permettere al Rondone di spiegare le ali e di fare un po’ di "ginnastica preparatoria al volo". Dovrebbe inoltre essere per metà ricoperto da un panno per ricreare l’atmosfera familiare e la penombra tipica del nido. Rivestite la base del contenitore con della carta e rimuovete appena possibile i sacchi fecali prodotti dall’animale. In un angolo mettete un nido (una piccola ciotola imbottita, un portacenere, un cerchio fatto di carta da cucina tipo scottex attorcigliata o altro).
(!) I nidiacei ancora implumi o scarsamente coperti di piumino hanno bisogno di una fonte di calore che sostituisca la presenza rassicurante del genitore. La cosa migliore sarebbe un corpo nero a raggi infrarossi che non emette luce, ma solo calore e può perciò essere usato anche di notte (in mancanza d’altro potete utilizzare anche una lampada a raggi infrarossi, come quelle usate nella radioterapia). La temperatura nel nido dovrebbe essere compresa fra i 35° e i 37° e deve essere costantemente tenuta sotto controllo. Nel nido l’uccello deve avere la possibilità di ripararsi. Osservate il paziente: se ansima, allora vuol dire che nel nido fa troppo caldo, se invece è tutto raggomitolato su se stesso, allora vuol dire che la temperatura è troppo bassa.
Non usate in nessun caso una lampada a raggi ultravioletti perché provoca gravi scottature.
Dove? Il luogo ideale in cui posizionare il nido dovrebbe essere tranquillo, asciutto, privo di correnti d’aria, lontano da televisori, radio e dalla camera dei bambini. I Rondoni sono animali molto esigenti e complicati, un bambino da solo non sarebbe in grado di allevarli. Questi volatili sono tutt’altro che un giocattolo! Altri animali come cani, gatti, pappagalli, ecc... non devono avvicinarsi al paziente.
Come? È molto più vantaggioso allevare due Rondoni insieme. Il pericolo dell’imprinting diminuirebbe e l’animale si sentirebbe evidentemente più a suo agio se in compagnia di un altro nidiaceo. I pulcini di Rondone trascorrono molto tempo insieme, si puliscono a vicenda e dormono uno di fianco all’altro. Anche in natura quasi tutte le nidiate sono composte da due o tre uova. I "figli unici" sono molto rari.
Che cosa? Il Rondone è un animale insettivoro. Si consiglia perciò di offrire all’uccello un pasto a base esclusivamente di insetti. La scelta di un cibo non adatto porta non solo a disturbi digestivi che nel peggiore dei casi possono persino avere conseguenze mortali, ma anche a una crescita del piumaggio modificata ed eventualmente danneggiata in modo irreparabile!
I Rondoni catturano in volo gli insetti (soprattutto afidi, cicale, coleotteri, mosche, effimere, formiche alate, farfalle) e anche i ragni. Nella gola li impastano con la saliva e li modellano fino a formare una palla grande come una nocciolina del peso di circa 1 g (che può essere formata da 90 - 800 insetti). I Rondoni raccolgono il cibo catturato nella borsa della gola e lo portano ai nidiacei. I pulcini con il becco spalancato sembrano divorare la testa dei genitori che rigurgitano le palline di insetti direttamente nella gola dei nidiacei.
Noi, invece, siamo costretti a improvvisare e ci si può ben immaginare quanto le nostre buone intenzioni debbano apparire estranee e innaturali ai pulcini!

Non commettete lo sbaglio molto comune di credere che un pulcino di Rondone sappia cosa gli faccia bene e cosa no! Non lo sa affatto! Egli confida nel fatto che i genitori - e cioè voi - lo nutrano correttamente. È facilmente intuibile perciò che gli avanzi di cucina non hanno nulla a che fare con la dieta di un nidiaceo di Rondone e che è consigliabile evitare esperimenti con il latte, il tuorlo crudo o la pasta che potrebbero avere conseguenze fatali. Errori nella nutrizione possono portare in breve tempo alla morte dell’animale!
Importante: offrite all’animale il cibo a temperatura ambiente. Formate palline della grandezza di un pisello o di un fagiolo che non devono essere troppo appiccicose, perché altrimenti imbratterebbero in modo irreparabile sia le vostre dita che il Rondone.
Quando? Fra le 6:00 e le 22:00 l’animale deve essere nutrito ogni ora.
Come? A differenza dei pulli degli uccelli canori, i nidiacei di Rondone durante la detenzione in cattività non pigolano quasi mai, non chiedono cioè il cibo con il becco spalancato. È già successo che alcuni pulcini di Rondone siano stati nutriti solo di rado e che siano quasi morti di fame, in quanto il soccorritore, non vedendoli mai spalancare il becco, li riteneva sazi. Solo raramente il Rondone cerca di beccare il cibo che viene tenuto vicino al becco - questo accade tanto prima, quanto più giovane è l’animale quando finisce nelle mani dell’uomo e succede spesso se la sua alimentazione è a base di grilli. In caso contrario il paziente deve essere nutrito a forza, facendo però particolare attenzione perché il becco è estremamente fragile e potrebbe facilmente rompersi o piegarsi!
Quando nutrite l’animale sedetevi comodamente e con una mano tenete il pulcino in grembo. Durante l’operazione coprite con un panno il corpo dell’uccello, cosicché il grasso presente sulla pelle dell’uomo non intacchi il piumaggio dell’animale.
Quando vengono nutriti i Rondoni tendono a dimenarsi, di modo che il soccorritore poco esperto spesso è in un bagno di sudore ancor prima di essere riuscito a infilare un solo boccone nella gola del paziente.
Tenete in mano il Rondone in modo delicato, ma deciso e, usando l’altra mano, aprite con estrema cautela il becco così fragile - per esempio mentre con grande attenzione tirate leggermente verso il basso la mascella inferiore verso le penne della gola, oppure mentre infilate un’unghia ben arrotondata fra la mascella superiore e quella inferiore molto delicatamente e senza esercitare alcuna pressione.
Il cibo deve essere infilato profondamente nella gola con un dito o usando una pinzetta con la punta arrotondata (una pinzetta per francobolli), dopodiché chiudete il becco e accarezzate delicatamente la gola dell’animale verso il basso per aiutare l’ingestione. Talvolta, se imbevute d’acqua, le palline delle miscele di cibo vengono inghiottite più facilmente.
Preparatevi al fatto che il vostro paziente spesso e volentieri possa rigurgitare! In questi casi sono necessarie pazienza, capacità di immedesimazione, grande sensibilità e comprensione.
Per il pulcino di Rondone questo sistema di nutrizione è ovviamente insolito e non si abituerà tanto facilmente! Con impazienza e sonore imprecazioni finireste solamente per spaventare ancora di più l’animale; se a tutto ciò dovesse poi aggiungersi poi la rottura del becco a causa di scarsa attenzione e il dolore, la nutrizione si trasformerebbe allora in una tortura alla quale l’uccello si opporrebbe con tutte le sue forze.
Un trucco che può essere d’aiuto, soprattutto nel caso della rottura del becco, consiste nel nutrire l’animale con una siringa usa e getta da 1 ml a cui deve essere preventivamente tolto l’ago. Dopo ogni pasto le siringhe devono essere pulite accuratamente!
L’aspetto vantaggioso consiste nel fatto che, per poter infilare la siringa da 1 ml, il becco deve essere aperto solo leggermente (fate attenzione, però, non spingete la siringa troppo indietro nella gola, altrimenti potreste danneggiarne la sottile membrana!). È consigliabile utilizzare questo metodo per i soggetti con la mascella inferiore fratturata, cosa che purtroppo spesso succede a causa di una disattenzione nell’imbeccare l’animale, che complica la nutrizione e che è probabilmente molto dolorosa per l’uccello.
Il fabbisogno di liquidi dei piccoli di Rondone viene coperto di norma attraverso l’alimentazione. Dopo ogni pasto offrite un paio di gocce d’acqua: se l’animale le rifiuta vuol dire che non ha sete, altrimenti le avrebbe inghiottite.
La somministrazione regolare di vitamine e sali minerali è indispensabile per ottenere un’alimentazione bilanciata durante la detenzione in cattività dei piccoli pazienti. Veterinari, farmacisti o proprietari di negozi per animali vi sapranno consigliare i preparati più adatti, il Tuttovitamine della Formenti per esempio, un preparato combinato che può essere mischiato alla dose giornaliera di cibo. La consistenza delle feci è un chiaro indice della corretta alimentazione del pulcino di Rondone. Le feci dovrebbero avere una consistenza semisolida, essere di colore scuro con una macchietta bianca e dovrebbero essere ricoperte da un involucro elastico. Feci liquide, maleodoranti, filiformi e di colore nero- verdognolo rivelano un’errata alimentazione (oppure malattie o intossicazioni- vedi sopra). Se i sacchi fecali sono circondati da un grande alone umido, allora vuol dire che all’uccello vengono somministrati troppi liquidi.
Allontanate subito gli escrementi prodotti ed eventualmente cambiate il fondo del contenitore in cui tenete il Rondone. Il piumaggio sporcatosi con gli escrementi può essere pulito usando dell’acqua tiepida.
Controllate quotidianamente il peso del paziente. A questo scopo potrete utilizzare una bilancia da cucina abbastanza precisa o un pesalettere. Un Rondone appena nato pesa 2 - 3 g e durante i 40 - 45 giorni che trascorre nel nido raggiunge i 50 - 60 grammi di peso. Alla fine del periodo di svezzamento il peso diminuisce di qualche grammo, in quanto i pulli di Rondone rifiuteranno sempre più spesso il cibo che gli verrà offerto.
Quando verrà liberato, l’uccello non dovrà pesare meno di 40 g in modo che abbia a disposizione sufficienti riserve di grasso. L’aspetto più importante è che il peso aumenti in modo costante.
(!) A questo punto è necessario sottolineare che esistono Rondoni estremamente piccoli e Rondoni estremamente grandi. Se un pulcino di Rondone del peso di 40 g sembra quasi essere denutrito, un altro pulcino dello stesso peso, ma di corporatura più minuta, può essere stato nutrito in misura eccessiva. Perciò è necessario prendere come punto di riferimento la carena dello sterno e controllare: se sporge in maniera evidente, allora l’animale è denutrito; se invece è ben mascherata dalla massa muscolare circostante, in questo caso l’uccello è in sovrappeso.
Qui vi forniamo altre informazioni per potervi orientare meglio:
fino al terzo/quarto giorno il nidiaceo di Rondone è implume e ha gli occhi chiusi, successivamente appare il primo piumaggio sottoforma di piccoli puntini neri. Solitamente i calami delle penne più lunghe rompono la pelle al settimo giorno e spuntano intorno al nono giorno (a seconda dell’alimentazione e delle condizioni del tempo massimo anche due giorni prima o fino a quattro giorni dopo).
Il pulcino apre gli occhi fra il sesto e il tredicesimo giorno.
All’età di quattro settimane il piccolo di Rondone è completamente coperto di piumino, fatta eccezione per il collo, dove le penne cominceranno a spuntare solo dopo 25 giorni e cresceranno fino al trentacinquesimo giorno. Il colore degli occhi comincia a modificarsi gradualmente, alla fine del periodo che il pulcino trascorre nel nido l’iride di colore blu scuro sarà diventata marrone scuro.
Intorno al quarantesimo - quarantaduesimo giorno spuntano solitamente le penne maestre e quelle della coda (timoniere). Le prime, quando aderiscono al corpo, superano le altre di circa 2 - 3 cm.
Scoprirete che i pulli di Rondone sono ospiti amabili, mansueti e per nulla timorosi, incuriositi da tutto ciò che li circonda. Poiché questo animale che trascorre la maggior parte della propria vita in volo non ha mai conosciuto l’uomo come nemico (il Rondone è diventato preda dei cacciatori dell’area del Mediterraneo solo attraverso l’impiego di armi moderne), per quest’uccello solitamente non si prova lo stesso rispetto che sentiamo di fronte ad altri uccelli selvatici e questo potrebbe indurre l’eventuale soccorritore a trattare il paziente come un animale domestico.
(!) Non fate questo errore! L’unico contatto che i pazienti di Rondone devono avere con l’uomo è al momento della somministrazione del cibo e della pulizia del contenitore. Non potete in nessun caso trattarli come dei giocattoli, portarli in giro, disturbarli o turbarli. Evitate di toccarli e di accarezzarli, perché il grasso presente sulla pelle dell’uomo potrebbe intaccare il piumaggio.
I Rondoni si spaventano alla vista di una mano che si avvicina dall’alto e quando vengono toccati sulla schiena. Dopo il pranzo a loro piace molto, invece, essere accarezzati sulla gola con l’unghia. Sentendosi a loro agio, butteranno indietro la testa e chiuderanno gli occhi.
I loro artigli vi creeranno alcuni problemi. I Rondoni utilizzano le zampe unicamente per arrampicarsi o per aggrapparsi a pareti scoscese o alla roccia; fra quelle di tutte le specie animali, le zampe dei Rondoni sono perciò le uniche ad avere tutte e quattro le dita rivolte in avanti, rendendo impossibile per loro appollaiarsi su un ramo. Soprattutto quando viene nutrito, il Rondone cercherà di dimenarsi e continuerà a rimanere perciò impigliato nei vestiti, nell’asciugamano o nelle imbottiture applicate ai mobili. Liberarsi dalla sua presa estremamente energica non è facile, e talvolta può rivelarsi persino doloroso. Non agite usando la forza, ma liberate artiglio dopo artiglio!
A differenza dei piccoli pazienti di uccelli canori che durante l’allevamento, necessitano di trascorrere un periodo in voliera, i Rondoni non escono mai dal nido, o se tenuti in cattività, dal loro contenitore. Non dovete preoccuparvi che l’animale riesca a volare fuori dal contenitore e ad andare in giro per la stanza, poiché non è in grado di farlo con le sue sole forze. Più avanti, affinché impari a beccare il cibo da solo, non dovrete più offrire all’animale insetti vivi o ciotoline colme di cibo, né fargli fare esercizi per il volo - non fatelo mai! Il Rondone si spaventerebbe e potrebbe persino ferirsi. Egli provvede da solo all’esercizio muscolare necessario (vedi sotto) e dal momento del suo involo, l’animale è completamente indipendente, si procura da solo il cibo e vola in modo perfetto. Il legame con i genitori si rompe definitivamente.
(!) Prestate particolare attenzione alla cura del piumaggio che è essenziale per la sopravvivenza del Rondone. Una penna maestra fratturata rappresenta una vera e propria condanna a morte per l’animale!
Talvolta succede che per colpa di un’alimentazione errata o per altre cause ancora sconosciute un giovane Rondone si strappi una o più penne maestre. Nella maggior parte dei casi queste ricrescono, ma sappiate che potranno trascorrere circa cinque settimane prima che una penna maestra completi la sua crescita e che questo periodo di attesa sarà alquanto snervante sia per l’animale che per voi. Anche in questo caso, così come in presenza di fratture alari, è necessario allenare l’animale non appena il normale periodo di permanenza nel nido della durata di 6 - 7 settimane sarà terminato.
(!) Tenetelo sempre presente e, nell’interesse del volatile, non tentate mai esperimenti: un pulcino di Rondone con le penne maestre o altre penne non completamente sviluppate, con gravi danni in particolare alle penne più lunghe causati forse da una cattiva alimentazione non è in grado di affrontare un viaggio così lungo e potrebbe andare incontro alla morte.
Le "striature da fame" che si incontrano nel piumaggio di molti altri uccelli in seguito a periodi di denutrizione non sono state riscontrati nei Rondoni selvatici; le carenze alimentari possono tuttavia rallentare o frenare la crescita del piumaggio del nidiaceo.
Nel caso di contatto con l’uomo o di rumori, i Rondoni appena nati sbattono già le ali in modo energico. Sono in grado di aggrapparsi saldamente con le zampe e di arrampicarsi su una superficie inclinata. Già all’età di 3 - 4 giorni sono in grado di appollaiarsi energicamente sulle dita dell’uomo. A 10 - 12 giorni sanno già arrampicarsi, a 2 - 3 settimane saltellano sbattendo le ali e riposandosi molto di frequente.
All’età di circa 4 settimane i pulcini di Rondone iniziano la "ginnastica preparatoria al volo": si schiacciano contro la parete con la coda disposta a ventaglio e perpendicolare alla parete. Con le ali spiegate riescono a sollevare il corpo così in alto da staccare le zampe da terra, all’inizio solo brevemente, poi per 10 secondi e anche di più. Sbattono le ali e svolazzano vigorosamente, in modo addirittura febbrile come fossero posseduti. Questi esercizi sono necessari, poiché il pulcino di Rondone deve rafforzare la muscolatura alare Nel suo contenitore il nidiaceo di Rondone deve sempre avere spazio sufficiente per potersi allenare.
In caso contrario l’animale sentirà in misura minore la spinta a muoversi, al massimo farà qualche passo di tanto in tanto e in questo modo il futuro maestro dell’aria può apparire molto goffo. Il piccolo di Rondone trascorre la maggior parte del tempo curando incessantemente il proprio piumaggio.
I giovani Rondoni sono animali gregari. Nel caso dobbiate allevare più Rondoni, mettetene due o tre nello stesso contenitore così da riprodurre quanto succede in natura, anche se l’esperienza insegna che è possibile allevare anche sei o otto nidiacei nello stesso contenitore (se della grandezza sufficiente). I pulcini formano per lo più piccoli gruppi e si rannicchiano insieme in un angolo, i Rondoni quasi adulti si isolano volentieri accettando anche la compagnia dei più piccoli.
Questi animali si puliscono a vicenda, riposano e dormono stringendosi gli uni agli altri e sembrano divertirsi comunicando nella loro lingua così particolare. Emettono un flebile trillo o un canto che suona come un "pijj - pijj" e che si trasforma poi in un "zjirr" stridulo quando hanno fame, e che quando sono di malumore o hanno paura diventa uno gridìo acuto come "zjierrr - zjierrr".
I giovani Rondoni fanno sentire il loro canto nelle prime ore della mattina e soprattutto al tramonto. I nidiacei ormai in grado di volare sembrano percepire la fine della permanenza nel nido e si allenano con ostinata perseveranza.
Quando? Oltre al peso (vedi sopra), ci sono altri indicatori che rivelano con una certa sicurezza quando il giovane Rondone è pronto all’involo:
è molto inquieto ed esercita in modo particolarmente intenso la muscolatura alare;
rigurgita sempre più spesso il cibo e finisce per rifiutarlo definitivamente;
si pulisce in modo febbrile e passa sempre il becco nelle lunghe ali;
il segno più evidente è il piumaggio: a questo proposito osservate la parte inferiore delle ali, soffiando spostate le penne copritrici: riconoscerete chiaramente i calami grigio-bianchi che ricordano un piccolo tubicino da cui si dipartono le penne maestre. Le penne saranno cresciute completamente solo quando i calami non si vedranno più.
Se il Rondone manifesta i comportamenti sopradescritti, allora è pronto per lasciare il nido. Un Rondone non cresciuto in cattività starebbe seduto in prossimità dell’apertura del nido per ore o giorni interi guardando fuori, allungando sempre più spesso la testa verso l’esterno e osando all’improvviso un salto nel vuoto. Nei Rondoni allo stato selvatico questo succede per lo più immediatamente dopo il calare del sole.
Qui dovremmo però discostarci in via del tutto eccezionale da quanto accade in natura e anticipare l’involo del pulcino alla mattina. Dato che potrebbe accadere che l’inesperto soccorritore del Rondone commetta qualche errore al momento cruciale, o l’animale per un motivo qualsiasi non sia ancora pronto a involarsi o non ne sia in grado forse a causa di un impedimento fisico, di una ferita o di un handicap che fino a quel momento non era stato individuato. Se l’animale dovesse ricorrere a un atterraggio di fortuna, con la luce del giorno sarebbe più probabile riuscire a ritrovarlo piuttosto che con la penombra del tramonto.
Per lo stesso motivo la liberazione non deve avvenire in un luogo con alta vegetazione, nelle vicinanze di un campo di cereali o simili; è consigliabile posizionare sempre due o tre persone in punti abbastanza vicini per poter tenere d’occhio il primo volo del giovane paziente.
(!) Spesso succede - soprattutto nel caso di piccoli pazienti appartenenti a nidiate tardive - che gli altri Rondoni abbiano già abbandonato i quartieri di nidificazione. Se il vostro nidiaceo sarà pronto all’involo solo a settembre o più tardi ancora, lasciate pure che si involi senza timore, ma scegliete una giornata soleggiata. Si consiglia di seguire le previsioni del tempo che interessano l’Italia e le zone del Mediterraneo. I Rondoni riconoscono istintivamente la via da seguire per i quartieri di svernamento africani e poiché occasionalmente si sono osservati isolati Rondoni che persino in ottobre e novembre iniziavano la loro migrazione da latitudini settentrionali, può anche succedere che egli durante il suo viaggio trovi compagnia.
Voler far svernare l’animale qui a causa di consigli mal interpretati significherebbe tuttavia la morte certa per il volatile, in quanto la sua muscolatura alare regredirebbe in brevissimo tempo e per lui non ci sarebbero più né libertà né possibilità di volare.
Come? Purtroppo si sente sempre lo stesso consiglio errato: lanciate in alto il giovane Rondone cosicché egli possa volare. Non fatelo! Eventualmente questo lo si può fare con un uccello adulto atterrato malamente e indebolito che perciò non è più in grado di alzarsi in volo da terra con le proprie forze. Di norma i Rondoni giovani e quelli adulti riescono a volare se lasciati cadere da un punto rialzato.
A differenza di quanto si crede comunemente, un Rondone adulto, sano e in buone condizioni fisiche può alzarsi in volo anche da terra, purché abbia davanti a sé una "pista di decollo" di circa 10 o 12 metri.
(!) Scegliete una superficie spaziosa e ben visibile, per esempio un campo di stoppie o un impianto sportivo (ideale, anche se raramente disponibile, sarebbe un campo da polo) con l’erba appena tagliata, vegetazione bassa e anche con qualche piccola altura.
Mettetevi contro vento, cosicché il vostro paziente al momento dell’involo abbia una spinta sufficiente. Posizionate il Rondone nel palmo della mano, sollevatelo più in alto rispetto alla vostra testa - e abbiate pazienza! Pensate a quale passo decisivo per la sua vita il Rondone sta per compiere!
Perciò, se esita un attimo, non incitatelo e non spingetelo. Se dovesse ritrarsi impaurito, riprovate uno o due giorni dopo.
In genere un giovane Rondone non dovrebbe farvi aspettare più di 5-10 minuti. Si guarderà intorno curioso ed eccitato, in lui convivono la paura del grande passo e la spinta irrefrenabile a volare. Ancora meglio sarebbe se sopra di lui in cielo volteggiassero e gridassero altri Rondoni: questo lo attirerebbe ancora di più. D’improvviso inizierà a tremare in modo evidente, a curvarsi e a produrre escrementi nuovamente - e d’un tratto spiccherà il volo dalla vostra mano.
È un momento che toglie il fiato; fa venire il batticuore vedere come il giovane Rondone, dapprima un po’ insicuro, si abbassi, poi si risollevi con energici battiti d’ala, riguadagni quota con velocità strabiliante, e inizi subito a esibirsi in vorticose evoluzioni e a cacciare gli insetti, come se non avesse fatto nient’altro in tutta la sua vita. Sbalordisce sempre la velocità con cui appare uno stormo di altri Rondoni che circonda il nuovo arrivato per coinvolgerlo in quei voli concitati.
Il paziente, ovviamente, farà il possibile per farvi apparire il suo primo volo come un giallo ad alta tensione, curvando bruscamente e deviando dallo spazio aperto che si estende davanti a lui per dirigersi diritto verso un bosco, un gruppo di case o una strada molto trafficata. In genere il Rondone, il più abile volatore fra tutti gli uccelli, riesce a virare appena in tempo per poi alzarsi alto nel cielo, anche se non potrete mai esserne completamente sicuri. Chi ha mai allevato e rimesso in libertà un Rondone conosce le ore cariche di apprensione trascorse alla ricerca dell’animale in sterpaglie impenetrabili, in giardini ricchi di piante o in campi sterminati!
Pronto al decollo
Se il vostro Rondone, seguendo il suo istinto, vola verso l’alto, potrete lasciarlo soddisfatti a se stesso e non dovrete preoccuparvi per la sua salute. L’istinto gli suggerirà tutto quello di cui necessita per la sopravvivenza, ora non ha più bisogno del vostro aiuto e trascorrerà i prossimi due o tre anni ininterrottamente in volo. L’anno prossimo farà ritorno qui, forse già con una compagna, alla ricerca di un luogo di nidificazione adatto per costruire il proprio nido.
Le condizioni per la nidificazione dei Rondoni sono purtroppo peggiorate notevolmente a causa della ristrutturazione di vecchi edifici e della costruzione di nuovi senza rispettare le esigenze degli animali.
(!) Esiste la possibilità di creare con poco luoghi di nidificazione sotto le gronde o i colmi del tetto. Forse anche voi in futuro potrete fare qualcosa per aiutare il vostro ex paziente e i suoi simili, e per contribuire alla conservazione di questa specie così misteriosa e affascinante.
I Rondoni sono creature del cielo. Chi ha mai potuto osservare questi uccelli, i voli liberi e vivaci degli esemplari adulti, la nostalgia dei giovani Rondoni verso la vastità del cielo, sa che per loro non può esistere nessun altro tipo di vita.
Voler tenere un Rondone in cattività - a prescindere dal fatto che le leggi sulla protezione della natura lo proibiscono - sarebbe una crudeltà imperdonabile.
Un rigraziamento per le immagini di Lina a Oriana Ferrandino - sito web http://lemieali.splinder.it/