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Santa Teresa, operato, è in coma all’ospedale
Il proiettile rimbalza: cacciatore colpito in testa
SANTA TERESA. La stessa squadra di amici vecchia di anni, la stessa allegria con il fucile in spalla per partecipare all’ennesima battuta di caccia grossa. Poi l’incidente, all’ora di pranzo. Un proiettile colpisce alla testa Giuseppe Elio Bertone, 65 anni, originario di Alessandria ma residente nella borgata di Azzacultedda, a pochi passi da Porto Cervo.
L’uomo ora lotta tra la vita e la morte all’ospedale di Sassari dove è ricoverato in rianimazione.
La domenica di ieri, per uno dei tanti grupponi di cacciatori galluresi, era cominciata come al solito all’alba. La squadra di Bertone sceglie la zona di Molte Martino, in località Li Naboni, nelle campagne di Santa Teresa di Gallura. Nelle prime ore, tutto fila liscio e con buoni risultati. C’è euforia, ci si muove affiatati come sempre tra la vegetazione. Attorno a mezzogiorno e mezzo, però, un terribile e involontario errore. Quasi fatale. Un cacciatore della squadra vede un cinghiale. Prende la mira, prova a colpirlo. Ma il proiettile si infrange invece su una roccia e raggiunge, di rimbalzo, Giuseppe Elio Bortone in piena fronte. L’allarme e la richiesta di soccorsi sono immediati. Vengono chiamati i carabinieri (intervengono da Tempio e Santa Teresa) e in pochissimo tempo arriva anche un’ambulanza del 118. Le condizioni di Bertone appaiono subito gravissime e non c’è tempo da perdere. E così si dispone il trasferimento in elicottero nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Sassari. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri della compagnia di Tempio i quali hanno preferito non dare il nome del cacciatore che ha sparato e colpito involontariamente il suo compagno. E’ una vicenda tutta da chiarire, hanno detto gli investigatori. A ferire di rimbalzo Giuseppe Elio Bertone è stato probabilmente il proiettile, ma non si esclude che possa essere stato raggiunto anche da schegge di granito che si sono staccate dalla roccia. Il cacciatore è stato sottoposto a un delicatissimo intervento chirurgico nel reparto di neurochirurgia e poi è stato trasferito in rianimazione. E’ in coma. E la prognosi è riservatissima. All’ospedale di Sassari si sono precipitati i parenti e i compagni di battuta, ma nessuno ha voluto raccontare niente sull’incidente sul quale comunque è stata aperta un’inchiesta. (La Nuova Sardegna, 22 Gennaio 2007)