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Tragica battuta di caccia: ucciso dal fuoco amico
Come ogni anno si era recato a caccia con i compagni ma ben presto il tragico incidente che lo ha ucciso. E' stato l'amico ad esplodere il colpo fatale: lo aveva scambiato per un cinghiale
AREZZO Arezzo, 2 gennaio 2007 — È partito prima dell’alba, mentre la moglie dormiva ancora e il figlio Daniele era appena rientrato dal veglione di San Silvestro.
Una levataccia per non rinunciare alla battuta di caccia di Capodanno, una tradizione irrinunciabile per la squadra di cacciatori di cui faceva parte Silvano Martinelli, 47 anni, autotrasportatore per la ditta Menci di Castiglion Fiorentino, residente in località Fondaccio di Vitiano, frazione di Arezzo, ucciso ieri mattina, poco prima delle 8 da una fucilata sparata da un suo compaesano, anche lui cacciatore Virgilio Malentacchi, 52 anni, anche lui partito al mattino presto per una battuta nel Podere Campo da Loro.
Il cinquantaduenne era appostato nella macchia e ha visto qualcosa muoversi nel fitto del bosco. Ha pensato ad un grosso animale, un fagiano, una beccaccia o qualche ungulato. Ha preso la mira e ha fatto fuoco. Non si era accorto che invece, oltre la macchia, a pochi metri da lui, c’era il suo compaesano.
Silvano Martinelli era chinato, ed era intento a coprendo di frasche il capanno per l’appostamento, appena costruito. La fucilata l’ha raggiunto alla nuca, la rosa di munizioni spezzate gli ha trapassato il cranio e perforato l’occhio destro. È morto in pochi minuti, tra le braccia del compagno di battuta subito accorso, insieme al cacciatore che ha sparato, quando ha udito il colpo e poi l’uggiolare dei cani.
È accaduto ieri mattina, poco prima delle 8, in una delle aree venatorie più frequentate dai cacciatori del posto. Per il quarantasettenne di Vitiano, la caccia era una passione da sempre. E quella di ieri doveva essere la battuta più bella dell’anno, una tradizione da rispettare, una passione più forte del freddo, del sonno, della stanchezza. Ma è finita prima ancora di iniziare nel modo più tragico.
Il compagno di battuta, che per primo ha visto il’amico ormai cadavere, si è sentito male ed e' stato soccorso dal medico del 118 che era stato avvertito da un terzo cacciatore che era in zona.
Poi l’arrivo della polizia, e del magistrato di turno, dottoressa Falcone che ha immediatamente disposto l’inchiesta per accertare l’esatta dinamica dell’accaduto e il sequestro di tutti i fucili da caccia e delle munizioni in possesso di Virgilio Malencacci, il cinquantaduenne che ha sparato il colpo mortale e che ora è indagato per omicidio colposo.
È sconvolto e non riesce a darsi pace. I due si conoscevano bene e tante volte si erano incrociati nel bosco, per poi darsi appuntamento e fare la conta di chi avesse più prede nel carniere.
Ma ieri un errore fatale ha spezzato l’atmosfera di festa, ha fatto tacere le doppiette in un silenzio di morte. Sul posto sono si sono subito precipitati anche i familiari della vittima, la moglie, il figlio Daniele, 24 anni, la sorella Silvana.
"Non ho neppure potuto dire ‘ciao’ al babbo per l’ultima volta — continua a ripetere Daniele — quando è partito ieri mattina, io mi ero appena addormentato. Non l’ho nemmeno sentito. Andava via prestissimo, quando è ancora buio. Era cacciatore da sempre, una passione ereditata da suo padre, mio nonno. E la battuta del primo dell’anno era la più attesa, una tradizione di tutta la sua squadra". La salma dell’uomo è ora all’obitorio di medicina legale, a disposizione del magistrato che già stamani potrebbe disporne l’autopsia. Paola Zerboni (Il Resto del Carlino, 2 Gennaio 2007)