Scivola mentre va a caccia: un colpo lo uccide, stava inseguendo la selvaggina: 

Home Page > Approfondimenti > DiCacciaSiMuore

22/10/2007

La tragedia, alle 14, in località “Fontana Longa” a Torrice. Il corpo, in un lago di sangue, rinvenuto dai genitori guidati dal cane
Scivola mentre va a caccia: un colpo lo uccide
La vittima è Enrico De Santis, pittore edile di 33 anni, stava inseguendo la selvaggina

Un cacciatore di Ripi è morto, ieri pomeriggio, ucciso da un colpo partito accidentalmente per una caduta.
La vittima è Enrico De Santis, 33 anni, celibe, pittore edile che abitava, con i genitori, in via Trivio 29, al confine con Ripi. Ieri, in tarda mattinata, ha preso il fucile e, insieme al suo fedele cane si è allontanato a piedi. In zona c’è selvaggina, soprattutto beccacce, e lui, esperto cacciatore, ne ha approfittato per una battuta. E’ uscito da solo, conosceva quei terreni come le sue tasche. Nel primo pomeriggio sarebbe rientrato a casa.
Ma forse propria l’eccessiva confidenza con il terreno lo ha tradito: nel saltare un piccolo dislivello, caratteristico dei terreni di campagna, in contrada “Fontana Longa” ha messo un piede male ed è scivolato. Per di più, al posto degli scarponi, indossava un paio di scarpe da ginnastica che, sull’erba umida, hanno reso ancor più precario l’equilibrio.
Enrico De Santis, che probabilmente stava inseguendo proprio una beccaccia, per evitare di cadere si è allora appoggiato al fucile, ma il dito che era sul grilletto lo ha tradito: è partito un colpo che lo ha colpito in pieno volto.
Erano da poco passate le 14.Nonostante il colpo, nessuno in zona si è accorto di nulla. Unico testimone, il suo cane.
Ed è stato proprio il suo setter a tornare a casa, in via Trivio, da solo. I genitori di Enrico De Santis, vedendo il cane, ma non il figlio, si sono subito allarmati ed hanno chiesto aiuto ai vicini. Quindi sono partite le ricerche. La zona di ”Fontana Longa” , in linea d’aria, è a 200-300 metri dalla sua abitazione. Ma tra viuzze e terreni sconnessi i genitori hanno camminato un bel pò prima di trovare il corpo, a terra, in un lago di sangue.
Subito è stato dato l’allarme al 118 e ai carabinieri, ma ormai non c’era più nulla da fare. «Per noi il caso è chiuso - spiegano i carabinieri -. La causa del decesso è da attribuirsi ad una accidentale esplosione di colpo d’arma da fuoco della sua doppietta marca Bernardelli calibro 12, regolarmente denunciata e sottoposta a sequestro, in conseguenza di una scivolata. Abbiamo appurato che non ci sono responsabilità di altri». A. Sim. (Il Messaggero, 22 Ottobre 2007)