Ucciso in una battuta di caccia, è giallo: 

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06/11/2006

La tragedia si è consumata vicino a Bomarzo, nel viterbese. A sparare un carabiniere di Sipicciano
Ucciso in una battuta di caccia, è giallo

La vittima: Roberto Bartolocci, di Terni. Il mistero: il fucile caricato a pallettoni
TERNI - Alle 6 di mattina è ancora buio. Località Colonna, a pochi chilometri dal centro abitato di Bomarzo. Un ventottenne di Sipicciano, carabiniere in servizio a Novara, è appostato nel capanno, insieme al padre, pronto per tirare ai tordi. L’oscurità impedisce la visuale, a trenta-quaranta metri sta passando un altro cacciatore, Roberto Bartolocci, 40, guardia giurata di Terni. Neppure lui si avvede del capanno da dove, all’improvviso, parte (accidentalmente) il colpo di fucile caricato inspiegabilmente a palla. Bartolocci, sposato e padre di una bambina, viene colpito all’anca, il proiettile esce dal fianco sinistro. Una ferita grave, perde subito conoscenza. I soccorsi scattano immediatamente, ma il luogo dell’incidente non è facilmente raggiungibile. Il ferito viene portato a braccia fino ad una strada dove poi viene prelevato dall’ambulanza che provvede a trasportarlo all’ospedale viterbese di Belcolle. La corsa risulta però inutile, i sanitari del pronto soccorso non possono fare altro che constatarne la morte.
La vittima era nipote di Franco Fiocchi, l’operaio che lavorava alle dipendenze di una ditta che cura la manutenzione all’interno dell’Ast, trovato strangolato nel 2000 nel suo orto a Colleluna. Un omicidio che resta ancora appeso al gancio dell’enigma.
Delle indagini si occupano i carabinieri delle caserme di Bomarzo e Sipicciano. Il ventottenne cacciatore per adesso è accusato di omicidio colposo, gli investigatori stanno cercando di ricostruire le varie fasi dell’incidente. Stamattina, su disposizione del sostituto procuratore della repubblica, Paola Conti, verrà effettuata l’autopsia sul corpo della vittima.
Intanto lo stesso magistrato ha dato disposizione ai carabinieri di ascoltare i testimoni del fatto nella speranza di dare una spiegazione al tragico incidente. Restano ancora dei punti oscuri sui quali il sostituto procuratore intende fare luce completa.
Il cacciatore che ha sparato ha detto ai carabinieri di avere premuto il grilletto sicuro di tirare all’indirizzo di uno stormo di tordi che stava planando sul fogliame. Di fronte a questa deposizione gli investigatori hanno storto la bocca.
Non si va a caccia di tordi, infatti, con il fucile caricato a pallettoni. Che di solito vengono usati nelle battute al cinghiale. Insomma, l’autore involontario della morte della guardia giurata ha cercato di giustificarsi. Senza mettere nel conto il contrasto tra la deposizione e il riscontro oggettivo del bossolo.
Ci sarebbe una terza versione dei fatti: lo sparatore si sarebbe sbagliato nel caricamento del fucile, scambiando cartuccia.
Adesso spetterà al magistrato tirare le somme dell’inchiesta. Certamente la morte è sopraggiunta per il grosso squarcio prodotto dal pallettone.(Il Messaggero, Umbria, 7 Novembre 2006)