23/09/2007
Muore per colpo partito da fucile
Latina: inutili i soccorsi, accertamenti in corso
(ANSA) - LATINA, 23 SET - Un uomo di 39 anni e' morto per un incidente di caccia avvenuto, questa mattina, a Latina, in localita' Borgo Podgora. La vittima stava rientrando a casa quando dal suo fucile, che l'uomo stava usando come una stampella, e' partito un colpo che lo ha raggiunto al cuore. Inutili i soccorsi prestati dagli operatori del 118, l'uomo e' morto sul colpo. Sull'episodio sono in corso gli accertamenti di polizia e carabinieri. (Notizie Alice, 23 Settembre 2007)
Inciampa e dal fucile parte un colpo
Falegname di 39 anni muore all’istante tornando da una battuta di caccia
di ALDO CEPPARULO
La morte arriva anche in un’assolata alba di domenica. La morte può scaturire anche da una fatalità incredibile come scivolare, inciampare e far partire un colpo dal fucile al termine di una battuta di caccia ai volatili autunnali cha amano cibarsi nelle campagne latinensi.
Giampaolo Trombin aveva 39 anni e lavorava in una falegnameria a Tor Tre Ponti. La sua grande passione era la caccia. Ieri mattina, poco dopo le 7,30 stava tornando nella sua casa di via Quartaccio, a Borgo Podgora, alla periferia di Latina.
Una prima ricostruzione dell'incidente vede Trombin che cammina a piedi nella sua tenuta da cacciatore, con lui il fratello e un cugino. Sono un terzetto di appassionati e più che sparare amano la campagna, cercano lo sport e l’aria aperta. La battuta di caccia ai pennuti, ieri, era andata abbastanza bene, i tre uomini avevano camminato per chilometri, tra i campi di kiwi e quelli di broccoli dove talvolta appaiono i tordi, le allodole e altri pennuti la cui caccia è autorizzata.
Il rientro, nel sole di settembre e sotto un cielo senza una nuvola, era tranquillo. A poche centinaia di metri da casa un ponticello che sovrasta un piccolo canale tradisce proprio Giampaolo Trombin: inciampa, perde l’equilibrio e nella caduta parte un maledetto colpo dal fucile semiautomato “Benelli” calibro 12.
Forse il cacciatore ha usato l’arma a mo’ di bastone nel tentativo di sorreggersi mentre cadeva. Ha appoggiato il calcio sul terreno friabile e la mano gli sarebbe scivolata giù, mentre perdeva l’equilibrio, sfiorando il sensibilissimo grilletto del “Benelli”. Esplode il colpo, la rosa di pallini nemmeno si apre: è un blocco di piombo che gli ha squassa il fianco destro. L’emorragia è terribile, inarrestabile: il volto di Giampalo diventa terreo, un rantolo ed è la fine. Poi accorrono dalla vicina Strada Quartaccio altri parenti, arriva l’ambulanza a tutto gas con la sirena in azione. Ma per il team di soccorso è un affannarsi inutile: Giampaolo Trombin è ormai spirato.
Lascia la moglie Sabrina, un figlio di 10 anni e la consorte che fra due mesi, in novembre, lo renderà padre per la seconda volta: sarà una bimba. Purtroppo non conoscerà mai il papà. Il tragico incidente di caccia è al vaglio del sostituto procuratore di turno al quale oggi gli investigatori della Squadra mobile invieranno il rapporto investigativo. I detective della Questura hanno ascoltato i testimoni, la Scientifica ha esaminato il fucile “Benelli”. Probabilmente sulla salma del povero Giampaolo Trombin verrà eseguita un’autopsia.
(Il Messaggero, Latina, 24 Settembre 2007)