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Malore durante la caccia muore dopo 11 giorni
Franco Bregante, 78 anni, lo scorso 21 dicembre era stato vittima di un’emorragia cerebrale mentre braccava un cinghiale. Il suo cuore ha cessato di battere all’ospedale San Martino di Genova
Non ce l’ha fatta Franco Bregante, l’uomo di 78 anni colpito da malore lo scorso 21 dicembre durante una battuta di caccia al cinghiale in alta val Petronio. Il suo cuore ha cessato di battere ieri a mezzanotte, all’ospedale San Martino di Genova, dove l’anziano era stato ricoverato in condizioni disperate. La salma è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria di Genova. I magistrati dovranno confrontarsi con i colleghi della procura della Repubblica di Chiavari e decidere se ordinare l’autopsia sul corpo del settantenne oppure concedere subito ai familiari il nulla osta per la celebrazione dei funerali e la sepoltura.
L’esame necroscopico permetterebbe di accertare le cause del decesso e soprattutto ricostruire con esattezza la natura del malore che nel pomeriggio del 21 dicembre colpì l’anziano cacciatore. Secondo quanto riferito da testimoni presenti alla battuta di quel giorno, Bregante era uno storico “cinghialista”, esponente di rango della squadra 110 di Castiglione Chiavarese. Pur avendo ridotto le proprie partecipazioni, per l’ultima domenica di caccia della stagione venatoria 2008, il settantenne era partito all’alba per braccare gli ungulati assieme ai suoi colleghi e al mattino era pure riuscito ad abbattere un grosso esemplare.
Nel pomeriggio, la squadra era giunta in località Fiume: ogni partecipante in costante contatto radio. Improvvisamente il walkie-talkie dell’ex dipendente della Fit ferrotubi di Sestri Levante si era fatto muto: il pensionato non aveva più risposto alle chiamate dei colleghi ed era scattato l’allarme. A fatica i componenti del gruppo venatorio avevano raggiunto l’anziano e lo avevano soccorso. Quindi erano giunti sul posto i militi della Croce Verde di Castiglione Chiavarese e i medici del “118” di Lavagna, oltre ai vigili del fuoco di Chiavari.
I soccorritori avevano provato a spostare il settantenne, ma ogni operazione era stata resa quasi impossibile dalla fitta boscaglia. I pompieri allora, si erano messi ad abbattere piante, tagliare rami, per consentire ai sanitari giunti a bordo dell’eliambulanza “Drago” di calarsi accanto a Bregante, sistemarlo su una barella e issarlo sul velivolo tramite un verricello.
Infine, il volo disperato fino al San Martino di Genova. Franco Bregante era stato intubato e ricoverato in Rianimazione. Era giunto al nosocomio regionale in stato di coma: secondo gli specialisti aveva subito un’emorragia cerebrale e aveva dovuto essere sottoposto a intervento chirurgico. Ieri notte, il decesso: troppo gravi la perdita di sangue e le conseguenze del malore sull’organismo del pensionato.
Dopo undici giorni di agonia, il cuore di Franco si è fermato. Lascia la moglie Maria e tantissimi amici, non solo a Riva Trigoso, in via delle Americhe dove viveva, ma anche a Bargone, dove era nato e dove spesso si recava, e a Casarza Ligure e Castiglione Chiavarese dove i “cinghialisti” della squadra 110 lo ricordano con affetto. (Il Secolo XIX, 3 Gennaio 2009)