Caccia e muore d'infarto dopo lo sparo: 

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06/11/2008

PIEVE DI CADORE Maurizio Serafini era con due amici sull’Antelao, il malore dopo aver sparato ad un camoscio
Caccia e muore d'infarto dopo lo sparo
L’uomo, rianimato più volte, è deceduto all’ospedale di Belluno. Lascia la moglie e una figlia

Pieve di Cadore
Sconcerto a Pieve per la morte di Maurizio Serafini, cacciatore di 59 anni, deceduto ieri dopo essere stato colpito da malore mentre era con amici alla caccia al camoscio.Il dramma si è verificato in mattinata, a una cinquantina di metri da forcella Piria, sul monte Antelao, versante Pieve di Cadore. Il gruppo, regolarmente autorizzato, ad un tratto ha avvistato un camoscio, sparando all'animale. Quando si è trattato di andare a recuperare la bestia il Serafini ha detto ai compagni che preferiva non andare perché non si sentiva molto bene.
L'uomo poi si è accasciato al suolo. I compagni di caccia hanno subito avvisato i soccorsi. L'intervento del 118 è giunto alla centrale operativa del Suem di Pieve intorno alle 11. Sul posto è stata inviata subito l'eliambulanza. Giunto in prossimità del luogo del malore, a circa 2.100 metri di altitudine, l'elicottero ha sbarcato in hovering il personale sanitario e il tecnico del Soccorso alpino a bordo. L'uomo, che era cosciente e parlava, è stato stabilizzato, caricato sulla barella e imbarcato. Durante il viaggio verso l'ospedale di Belluno, le sue condizioni si sono però aggravate ed è andato in arresto cardiaco.L'elicottero è dunque subito atterrato nella piazzola di Forno di Zoldo, che stava sorvolando, e medico e infermiere lo hanno rianimato. Le condizioni dell'infortunato si sono ristabilite e il volo è ripreso. Una volta raggiunto l'ospedale San Martino, mentre lo stavano trasportando in pronto soccorso, il cuore dell'uomo si è nuovamente fermato, ma purtroppo questa volta a nulla sono valse le manovre di rianimazione.
La notizia ha raggiunto il sindaco di Pieve di Cadore Maria Antonia Ciotti, che è rimasta molto colpita da quanto accaduto, mentre era impegnata in una riunione di giunta.Accanto a lei c'era anche il presidente della riserva di caccia di Pieve di Cadore, Franco Da Cortà, che ha ricordato Serafini come un cacciatore molto rispettoso. «Da anni era socio della riserva - ha detto Da Cortà - per noi è una grande perdita».
L'uomo, che viveva in piazzale Dolomiti a Pieve di Cadore, lascia la moglie Anna Maria Tarbelli, e una figlia.
Serafini, che fino a qualche tempo fa era un imprenditore del settore dell'occhialeria, dopo la grande crisi che ha coinvolto gran parte delle aziende cadorine, attualmente lavorava come infermiere all'ospedale Codivilla-Putti di Cortina d'Ampezzo.Simona Pacini (Il Gazzettino, Belluno, 7 Novembre 2008)