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Incidente di caccia, muore un anziano.
Sorpreso dalla pioggia, scivola e dal suo fucile parte il colpo letale
KATIA GIAMMARIA
CHIETI. Era sulla cima di un pendio, a San Salvatore, per una battuta di caccia, sorpreso dall’acquazzone si è messo a correre in cerca di riparo sul clivo scosceso, aiutandosi con il fucile. Dall’arma all’improvviso è partito un colpo che lo ha colpito al torace. Giuseppe Berardocco, 74 anni, di Chieti, è morto sul colpo. L’uomo per 40 anni al Genio civile, impegnato nella politica cittadina nella Dc di Nicola Buracchio, lascia nel dolore la moglie, i figli e tantissimi nipoti. «Era un uomo buono», dice tra le lacrime la figlia Gabriella, maestra a Guardiagrele.
L’incidente, secondo la ricostruzione dei carabinieri, deve essere accaduto verso le 10,30, proprio mentre su tutta la regione e anche sul Chietino si stava abbattendo una abbondante pioggia. Il corpo del cacciatore è stato ritrovato senza vita da due colleghi, alle 11, mentre dopo una mattinata di caccia stavano guadagnando la via del ritorno.
Mentre camminavano, sono stati attratti dal comportamento di due cani, tipo setter, che si aggiravano molto nervosamente a un centinaio di metri di distanza. I cacciatori hanno deviato il percorso in direzione dei segugi e infatti, poco più in là, hanno notato un uomo riverso sull’asfalto, all’apparenza senza vita. I cacciatori hanno chiamato i carabinieri. Sul posto sono arrivati i militari della compagnia, al comando del capitano Aldo Manzo e del Reparto operativo con al seguito colleghi esperti di balistica. Dai primi rilievi scientifici, dalla posizione del cadavere, dal bossolo ritrovato, poco distante dal corpo, e dalle testimonianze raccolte, i carabinieri hanno cercato di ricostruire l’accaduto.
Quei cacciatori che hanno dato l’allarme, dicono di aver visto Giuseppe Berardocco arrivare alle 9 di ieri a bordo di una Fiat Panda in compagnia di due cani. L’uomo è sceso dalla utilitaria e insieme ai segugi si è addentrato nella boscaglia. Alle 10,30, nella zona ha incominciato a piovere. L’uomo nel frattempo era salito su un pendio, dal quale, sorpreso dall’acquazzone, ha cominciato a discendere velocemente. Berardocco ha usato il fucile per appoggiarsi. Durante la rapida discesa, secondo la ricostruzione dei militari, Berardocco sarebbe scivolato, lo direbbero anche gli evidenti segni sul terreno. Nel ruzzolare sulla strada sottostante alcuni metri, deve esser partito il colpo che lo ha colpito in pieno torace uccidendolo.
Il medico legale, arrivato sul posto per una ricognizione, ha potuto verificare che il colpo è partito sicuramente “a bruciapelo” in quanto i pallini non hanno formato la tipica rosa, bensì l’effetto “a palla”.
La salma è stata quindi trasferita all’istituto di medicina legale del policlinico di Colle dell’Ara.
Domani il corpo di Giuseppe Berardocco verrà sottoposto ad esame autoptico, così come ha ordinato il magistrato di turno della procura della repubblica. (Il Centro, 26 Settembre 2008)