03/01/2008
ISOLA DEL PIANO
Bracconiere spara un colpo nella notte
Muore 45enne ferito dalla pallottola
L'incidente è avvenuto nella serata di ieri durante una battuta di caccia al cinghiale. Giordano Marchionni colpito all'addome è stato trasportato d'urgenza all'ospedale di Fano. Poco dopo il decesso. L'autore del gesto, un 50enne di Isola del Piano denunciato per omicidio colposo. Indagini in corso
Pesaro, 4 gennaio 2008 - Nella serata di ieri, verso le ore 21.30, in località Barcelli, nel comune di Isola del Piano, mentre si svolgeva una battuta di caccia di frodo al cinghiale, Giordano Marchionni, di 45 anni, di Isola del Piano, è stato colpito accidentalmente da un colpo sparato da un altro cacciatore del posto, dell'età di 50 anni.
Ad accorrere sul posto altri compagni di battuta, i quali hanno dato l’allarme avvertendo con i cellulari il '118' ed i vigili del fuoco di Urbino. Infatti, per recuperare il ferito, che si trovava in una zona impervia, è stato indispensabile l’intervento delle squadre di pompieri.
Il ferito è stato trasportato all’ospedale di Fano. Le sue condizioni sono subito apparse critiche. Poco dopo la notizia. A causa della ferita riportata nella zona addominale, l'uomo è deceduto. Il 50enne è stato denunciato all’autorità giudiziaria di Urbino per omicidio colposo. La salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria all’ospedale di Fano per l’esame autoptico. (Il resto el Carlino, Pesaro, 4 Gennaio 2008)
L’amico accusato di omicidio colposo: ha fatto fuoco sentendo rumori nel buio
Caccia tragica, muore colpito da una fucilata
Una battuta vietata è costata la vita ad un imprenditore di 45 anni di Isola del Piano
di MARCO GIOVENCO
ISOLA DEL PIANO Quel fruscìo nella fratta sembrava proprio il movimento di un cinghiale in fuga da abbattere con un colpo secco di carabina. In realtà ha centrato in pieno il compagno di caccia che era rimasto leggermente indietro rispetto al gruppo. È morto a causa di un fatale quanto banale incidente, Giordano Marchionni, 45 anni, cacciatore di Isola del Piano, vittima di un dramma che si è consumato intorno alle 21,30 di giovedì nelle campagne attorno al piccolo borgo, in località Barcelli.
La zona, piuttosto brulla e poco frequentata, era stata scelta dal gruppo per condurre, di frodo, una battuta di caccia al cinghiale, attività vietatissima dopo il calar del sole e consentita durante il giorno soltanto nelle giornate di mercoledì, sabato e domenica. Ma quel termine del 13 gennaio, giornata di chiusura della caccia al cinghiale, ai bracconieri sembrava forse una scadenza troppo vicina, tanto da sfidare le regole e azzardare la caccia di notte, immersi nel buio pesto del bosco. La vittima, un imprenditore nel settore movimento terra, sposato con Auretta, padre di una bimba di nove anni, figlio piccolo, è stata colpita alla schiena da un colpo esploso accidentalmente da un amico, il 50enne P.D., idraulico, separato dalla moglie e con l'hobby della caccia agli ungulati. L'uomo ha avvertito uno strano fruscìo nel sottobosco e, quasi d'istinto, ha premuto il grilletto convinto di centrare un cinghiale. Ma dall'altra parte ha sentito lo straziante urlo di dolore dell'amico Giordano, colpito alla schiena da una pallottola deflagrante che si è distrutta in mille pezzi fuoriuscendo dall'addome. Incredulo e in preda al panico si è precipitato per soccorrerlo e viste le condizioni disperate dell'amico ha chiamato i soccorsi e il 118 con il proprio cellulare. Per nulla facili le operazioni di soccorso, condotte in una zona piuttosto impervia e nel buio della notte, ma i sanitari sono riusciti a recuperare l'uomo e a trasportarlo d'urgenza al Pronto soccorso di Fano, dove è arrivato intorno alle 22,30 in condizioni critiche. I medici hanno lavorato per quasi un'ora tentando di rianimare l'uomo, ma la gravità e l'estensione della ferita, oltre alle lesioni di organi vitali e alla copiosa emorragia, sono risultati fatali.
Ieri pomeriggio si è svolta l'autopsia e la salma è a disposizione dell'autorità giudiziaria presso l'Ospedale di Fano. L'amico cacciatore, distrutto dal dolore, è stato interrogato per tutta la serata di giovedì dai carabinieri della compagnia di Pesaro ed è stato denunciato a piede libero per omicidio colposo. Le indagini sono tese anche ad accertare se i due fossero a caccia da soli o se alla battuta abbiano preso parte anche altre persone, cacciatori che potrebbero essere fuggiti via dopo la tragedia per evitare di incorrere nella revoca della licenza e in pesanti sanzioni, visto che l'attività di caccia condotta nei giorni di silenzio venatorio può essere punita perfino con l'arresto. Le armi sono state sequestrate e la zona è oggetto di rilievi da parte degli inquirenti.
(Il Messaggero, 5 Gennaio 2008)