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La Lega Abolizione Caccia: "i cacciatori beneficiari restituiscano il maltolto"
Una vittoria legale della LAC Piemonte
Sulle violenze di 5 "uccellatori" sta indagando la polizia locale.
Darà fiato a studi fasulli, mille ricorsi in sedi giudiziarie e possibili nuove procedure di...
Legge Comunitaria: parte a Montecitorio il presidio contro l’estensione della stagione venatoria....
27 luglio 2010 , Comunicato stampa
Dichiarate incostituzionali le leggi regionali di Lombardia e Toscana sulla cattura di richiami vivi per impiego nelle cacce da appostamento
La Lega Abolizione Caccia: "i cacciatori beneficiari restituiscano il maltolto"
La Corte Costituzionale boccia, con sentenza n. 266 depositata in cancelleria il 22 luglio scorso, sia la legge della Regione Lombardia 6 agosto 2009, n. 19 (Approvazione del piano di cattura dei richiami vivi per la stagione venatoria 2009/2010) sia l’art. 2 della legge della Regione Toscana 17 settembre 2009, n. 53 [Disciplina dell’attività di cattura degli uccelli selvatici da richiamo per l’anno 2009 ).
La Consulta, su ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell'anno scorso, ha ritenuto violati i presupposti della direttiva UE del 1979 sulla conservazione dell'avifauna, per l'assenza di valide motivazioni a supporto di queste deroghe, la mancanza di rigidi controlli e il mancato rispetto di una "piccola quantità" riguardo al totale complessivo dei volatili da catturare in appositi impianti, per essere poi ceduti ai cacciatori che praticano il tiro ai migratori da appostamento.
La LAC auspica che domani la Regione Lombardia non ripercorra la strada già dichiarata incostituzionale, riproponendo una analoga legge regionale attualmente all'esame del Consiglio Regionale stesso, con il parere dell'Ispra anche quest'anno negativo (scaricabile qui); quanto ai richiami vivi illecitamente catturati, trattandosi di un danno al patrimonio dello Stato, oltre che agli ecosistemi, la LAC sollecita le Regioni Toscana e Lombardia ad attivare i meccanismi per la reimmisisone in natura dei selvatici illecitamente sottratti agli ecosistemi.
Chi è la Nutria?
Il Coypu (Myocastor coypus), soprannominato Nutria e comunemente chiamato “castorino” è difatti un castoro sudamericano in quanto è una specie originaria di Brasile, Argentina, Perù e altre zone del Sud America. Appartiene all’ordine dei Roditori e più precisamente alla famiglia Myocastoridae. E’ di fondamentale importanza non confondere la Nutria con topi o ratti in quanto sono specie completamente diverse sotto gli aspetti biologici, etologici e morfo-funzionali.
Come e quando è arrivata la Nutria in Italia?
Fu importata in Italia (per la prima volta in Piemonte) nel 1921 per la produzione di pellicce (il “famoso” castorino) ma siccome intorno agli anni Ottanta la richiesta di queste pellicce diminuì sempre più, quasi tutte le aziende furono costrette alla chiusura e, onde evitare i costi di abbattimento di questi poveri animali, molti individui furono liberati dagli allevatori e così colonizzarono diversi ambienti naturali.
Un po’ di biologia della Nutria…
La Nutria è un mammifero roditore. Gli esemplari adulti possono raggiungere mediamente i 60 cm di lunghezza, coda esclusa, e un peso di circa 8-10 chili. Il colore del mantello è generalmente bruno scuro ma non è raro osservare esemplari grigi o con varie tonalità di marrone. Possiede orecchie piccole, lunghi e numerosi baffi bianchi o argentei. La dentatura consiste di 8 molari e 2 incisivi per arcata. Questi ultimi in particolare sono molto forti e rivestiti da uno smalto dal tipico colore arancione.
Le zampe sono pentadattili e quelle posteriori sono palmate (a eccezione del quinto dito che è libero), in quanto la Nutria è un animale prettamente semiacquatico.
A riprova di ciò infatti le femmine presentano le mammelle in posizione latero-dorsale e questo è causato dal fatto che la prole viene allattata in acqua....
Jerzu (Og) - Ucciso da un compagno di battuta
Sesta Godano (Sp) - 75enne muore mentre è a caccia
Caorle (Ve) - Un cacciatore annega vicino a Caorle
Olginate (Lc) - 15enne ucciso dal suo fucile
Bosa (Og) - Colpito alla gamba sinistra
Atena Lucana (Sa) - Ferito al volto da un altro cacciatore
Savona - Colpo accidentale, cacciatore perde un dito
Capaccio (Sa) - Spara alla preda, ferisce operaia
Alzate Brianza (Co) - Gli sparano nel cortile di casa sua
Olbia (Ss) - Centrato da tre bracconieri
La prima giornata nazionale del birdwatching sull'isola ha dato i suoi frutti: oltre una cinquantina le specie osservate, succiacapre, rigogoli, gruccioni, lui verde, balie, averla capirossa e poi stormi di rondini e di balestrucci. Tante altre le specie meravigliose avvistate che, sfinite dal lungo viaggio, riposavano e si lasciavano osservare in tutta la loro bellezza.
I volontari della LAC, dopo anni di presidi e campi, hanno finalmente potuto osservare in tutta pace la magia della migrazione ed ascoltare solo i gridolii di rondoni e gruccioni e le virate dei falchi pellegrini e falchi di palude.
Una quindicina di volontari della Lega per l'Abolizione della Caccia ha condotto la tredicesima campagna anti-bracconaggio nel Cagliaritano ed ha portato alla neutralizzazione di oltre 15 mila trappole.
Numerose le aree battute, nei territori comunali di Capoterra, Uta, Assemini, Santadi. Sono state neutralizzati e rimossi n. 90 lacci in acciaio per la cattura di ungulati (cervi sardi e cinghiali), circa 15 mila lacci in nylon e crine per la cattura di avifauna selvatica, utilizzati dai bracconieri per la cattura delle grive. Sono stati anche rinvenuti e liberati alcuni piccoli uccelli (pettirossi, tordi) ed un cinghiale preso al cappio, prontamente liberato.
Si è concluso ai primi di novembre il campo contro il bracconaggio ai piccoli uccelli dell’anno 2009.
Il fenomeno, che sembrava in regresso negli ulti
mi anni, ha ripreso virulenza, soprattutto per quel che riguarda le reti, alcune lunghe anche 20 metri, che sono passate dalle 106 del 2008 alle 167 di quest’anno, di cui 40 nel solo territorio di Lumezzane. Gli archetti ritrovati sono stati più di 2000, e bisogna ricordare che si riesce a ritrovare e a denunciare solo una minima parte delle trappole per la caccia illegale effettivamente montate nei boschi della Valcamonica, Valsabbia e Valtrompia.